Simone Conti
Anche i cerotti possono essere utili
Redazione
21.08.2023 06:12

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La notizia dell’aumento dei premi della cassa malati era
già stata data in primavera dal socialista Alain Berset. Egli prospettava
infatti con largo anticipo che non era da escludere un aumento “oltre la
media”. Ma tutti sanno che Ferragosto è parco di notizie e giustamente la
notizia è stata rilanciata.
Personalmente non vanto una lunga esperienza politica,
neppure sindacale e tantomeno in associazioni come, per esempio, quelle dei
consumatori.
Tuttavia, da novello candidato mi permetto di scrivere
che alcune soluzioni, magari anche se potessero essere considerate dei
“cerotti”, i politici e i candidati dovrebbero indicarle. La candidata dei
verdi liberali Evelyne Battaglia-Richi ha recentemente pubblicato un articolo
in cui “cassa” tutta una serie di ipotetiche soluzioni proponendo invece di
istituire “Miss Sanità” (evidentemente voleva differenziare da Mister Prezzi).
Proprio la signora Battaglia-Richi che proviene
dall’Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera italiana (ACSI)
dovrebbe avere come tutti noi una profonda delusione della funzione di Mister
Prezzi; non è perché la si coniuga al femminile che un’authority di questo tipo
avrebbe più efficacia. Oggigiorno, e la signora Richi-Battaglia lo sa
benissimo, il funzionamento e i premi di ogni singola cassa malati sottostanno
al controllo del Dipartimento federale dell’interno.
Certamente si può discutere dell’esternalizzazione di
questa funzione di controllo ma non per forza ciò rappresenterà una migliore
efficacia.
Inoltre, l’istituzione di un’authority quale “Miss
Sanità” necessiterebbe di almeno tre o addirittura quattro anni
per ingranare pienamente nell’ambito della supervisione, dell’attuazione di
controlli e dell’emanazione di sanzioni che abbiano un’incidenza materiale per
i precettati. Bisogna smettere di paventare soluzioni illusorie utili soltanto
alla propaganda elettorale! È ora che la classe politica in Ticino e in
Svizzera capisca che la questione dei premi di cassa malati ed il loro continuo
aumento sono una VERA URGENZA! Non può essere che da vent’anni regolarmente i
cittadini debbano affrontare un aumento dei premi della cassa malati (anni con
percentuali più alte e anni con percentuali più basse, ma sempre aumenti) e i
200 consiglieri nazionali e i 46 consiglieri agli stati in realtà non dedicano
sufficiente attenzione e sufficiente impegno per affrontare, contenere, e
risolvere questa problematica.
Partendo da questi presupposti, penso che si debba fare
tesoro dei due anni di stato emergenziale dovuti al coronavirus ed esattamente
come in quella circostanza, dove a suon di decreti urgenti si è amministrata e
governata la Svizzera, è ora essenziale riconoscere che esiste un’imperiosa
urgenza e che questa urgenza richiede interventi altrettanto straordinari.
Personalmente ritengo che utilizzando tutti gli strumenti
d’urgenza – applicati nel nostro paese quando c’è una pandemia come il
coronavirus, oppure un fallimento come quello della Swissair, dell’UBS, o
ancora del Credit Suisse – bisogna “congelare” l’aumento dei premi della cassa
malati. Concretamente ciò significherebbe che per ogni cittadino il premio per
il 2024 sarà uguale identico a quello del 2023. Questa misura permetterebbe due
cose: la prima non dissanguare continuamente la classe media, ma soprattutto la
classe medio-bassa della Svizzera – ed in particolare del Canton Ticino – (che
dovrà già far fronte all’aumento degli affitti); la seconda di concedere
all’Assemblea federale di utilizzare il primo anno di legislatura, ossia il
2024, prevalentemente alla ricerca di una soluzione strutturale per far fronte
all’aumento dei premi della cassa malati e dei costi della sanità.
Auspico altresì l’implementazione di misure strutturali
volte a preservare il riconosciuto spirito di equità di cui la Svizzera fa
vanto a livello internazionale. Ad esempio, sarebbe opportuno che la
Confederazione si faccia carico del premio della cassa malati per tutte le
persone minorenni residenti in Svizzera. Questo permetterebbe ai Cantoni di
concentrarsi maggiormente sulle persone adulte che dispongono di un reddito
insufficiente per poter far fronte agli attuali premi. È una vergogna, e va
contro qualsiasi concetto di pari opportunità, che dei minorenni in base allo
stato socioeconomico dei propri genitori possano avere scoperte delle fatture
dei premi della cassa malati.
“Congelare” i premi e obbligare la Confederazione a farsi
carico della politica sociosanitaria dei minorenni sicuramente possono essere
considerati dei “cerotti”, ma ogni tanto per far sì che da una ferita non si
crei un’infezione anche i “cerotti” sono necessari.
Simone Conti, candidato al Consiglio degli Stati per
Costituzione Radicale

