Sara Demir
Amo i Castelli. E per questo dico SI
Redazione
14.09.2026 14:34

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Il 27
settembre voterò SI al progetto Fortezza. Lo
dico da cittadina di Bellinzona, da bellinzonese e da granconsigliera. E
proprio per questo sento il dovere di spiegare il perché, senza slogan e senza
fingere che non esistano interrogativi legittimi.
19
milioni di franchi sono tanti soldi. Ma
ripetere soltanto questa cifra rischia di raccontare una realtà a metà. Il
progetto complessivo ammonta a circa 19,1 milioni, ma non sono 19 milioni che
dovrà pagare la Città. Il piano di finanziamento prevede infatti importanti
contributi esterni: circa 8 milioni dal Cantone, un contributo federale stimato
fra 2 e 4 milioni e una quota comunale residua di circa 4,5 milioni, oltre a
dei contributi di privati. Questa distinzione per me è fondamentale.
Bellinzona
non sta chiedendo ai propri cittadini di finanziare da sola un progetto che
riguarda esclusivamente Bellinzona, ma il cui valore e le cui ricadute vanno
ben al di là dei confini cittadini. Stiamo
parlando di un patrimonio UNESCO che ha un valore culturale e turistico che
supera ampiamente i confini della nostra Città. E il coinvolgimento finanziario
di Cantone e Confederazione va letto anche come un riconoscimento di questo
valore.
«Ma
i Castelli sono già belli così». Una
frase che spesso sento dire. Sì. E proprio perché sono così belli, credo
che meritino qualcosa in più. Da bellinzonese sono cresciuta con i Castelli
come parte naturale del paesaggio. Li vediamo ogni giorno e forse proprio per
questo rischiamo di darli per scontati. Ma i nostri Castelli non sono
semplicemente tre edifici storici. Insieme alla Murata e alla Cinta muraria
costituiscono una Fortezza unica, riconosciuta dal 2000 come patrimonio
mondiale UNESCO. La domanda allora non è se dobbiamo «abbellire» qualcosa che
già è bello. La domanda è: vogliamo
continuare a conservare questo patrimonio oppure vogliamo anche farlo vivere,
conoscerlo meglio e valorizzarlo per le prossime generazioni? Io
scelgo questa strada.
«È
un progetto per i turisti». Anche
questo argomento mi lascia perplessa. Sì, voglio più turisti a Bellinzona.
Voglio che restino, che scoprano la nostra Città, che frequentino i nostri
ristoranti, i nostri alberghi, i nostri negozi. Ma la Fortezza non deve
diventare bella per i turisti e basta. Deve
diventare più interessante per tutti, per
le famiglie, per le scuole, per i giovani e per chi abita qui e magari conosce
i Castelli soltanto come sfondo quotidiano, ma non ne conosce fino in fondo la
storia. Il progetto punta proprio a rinnovare e ampliare l'offerta museale, i
servizi al visitatore e la possibilità di vivere il complesso come un unico
grande percorso storico e culturale. E lo dico anche pensando a una cosa molto
concreta. Quando sono stata ad Alicante, per visitare il Castello di Santa Barbara
ho pagato anche l'ascensore che porta al castello. Non l'ho vissuto come
qualcosa di strano: era un servizio che mi permetteva di vivere meglio quella
visita. Per questo non penso che il problema sia stabilire a priori se un
servizio legato alla Fortezza debba essere gratuito o a pagamento. La domanda
dovrebbe essere piuttosto: che
esperienza offriamo e quale valore diamo a chi la vive.
E
la fondazione? C'è poi un altro tema che in queste
settimane viene spesso messo sul tavolo: la futura fondazione destinata a
gestire la Fortezza. Anche qui, però, credo sia importante fare
chiarezza. La fondazione non è oggetto della
votazione del 27 settembre. Il 27
settembre siamo chiamati a esprimerci sul progetto Fortezza e sul relativo
credito. La costituzione della fondazione sarà invece un passaggio successivo e
dovrà essere sottoposta a un apposito
messaggio al Consiglio comunale, che
sarà chiamato a discuterla e ad approvarla. Quindi oggi non stiamo approvando
una fondazione già definita, né la sua futura struttura o governance.
Personalmente ritengo che, quando arriverà in Consiglio comunale, sarà giusto
esaminarla con attenzione: costi, competenze, trasparenza, responsabilità e
modalità di gestione dovranno essere chiari. Ma
non confondiamo i due piani. Il 27
settembre decidiamo se dare seguito al progetto Fortezza. La fondazione, se
verrà proposta, sarà oggetto di una discussione e di una decisione
successiva.
E
il nome «Fortezza»? Anche qui vale la pena fare
chiarezza. Il nome «Fortezza» non è oggetto della
votazione del 27 settembre. Se
vincerà il NO, i Castelli non cambieranno nome e la Fortezza non scomparirà. La
Fortezza esiste già: è il patrimonio storico formato dai nostri Castelli, dalla
Murata e dalla cinta muraria (l’UNESCO
li chiama «insieme fortificato»). Quello che siamo chiamati a decidere è
se realizzare oppure no il progetto di valorizzazione e gli investimenti
previsti. Mi sembra una distinzione semplice, ma importante. Perché nel
dibattito pubblico rischiamo altrimenti di confondere il patrimonio che già
abbiamo con il progetto che siamo chiamati a votare.
Sara
Demir, Granconsigliera, Il Centro

