Adriano Venuti
Al DSS si dorme malgrado il mal di denti
Redazione
19.10.2023 12:50

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Chissà se il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha letto la notizia secondo
la quale nel 2020 oltre un quarto degli svizzeri non è andato dal dentista
perché non poteva permettersi la relativa spesa. Chissà se il Signor De Rosa si
ricorda che nel maggio del 2015 sono state consegnate al suo dipartimento oltre
8'000 firme dell'iniziativa popolare denominata “Per il rimborso delle cure
dentarie”? E chissà se il direttore del DSS intenderà mai dare una risposta
concreta ed esaustiva a queste persone?
La notizia riportata sabato scorso dalla RSI si basa su uno studio
dell'International Health Policy Survey, e riferisce anche la preoccupazione di
François Tscherra, direttore della fondazione Point D’Eau di Losanna, che da
vent’anni offre cure dentistiche praticamente gratuite a chi non se le può
permettere. Secondo lui, dal 2020 a oggi, “il numero delle persone che rinuncia
alle cure dentarie ha probabilmente subito un’ulteriore impennata”.
Anche un altro passaggio dell'articolo è particolarmente importante e
interessante. A parere di Serge Borgis, dentista e direttore della Clinica
odontoiatrica dell’Ospedale universitario di Ginevra, “un problema ai denti che
non viene debitamente trattato può causare delle conseguenze gravi anche sullo
stato di salute generale”.
Queste preoccupazioni, sono le stesse che abbiamo sottolineato noi al momento
del lancio dell'iniziativa popolare di cui a Bellinzona si è persa ogni
traccia.
Il tema delle cure dentarie è stato sollevato anche a Berna lo scorso anno con
una mozione sottoscritta da un folto numero di Consiglieri Nazionali Socialisti
e Verdi, la quale propone di inserirle all'interno del catalogo LAMal e che
attualmente è in Commissione per essere sottoposta a un esame preliminare.
Il tema delle cure dentarie va unito a quello dell'aumento dei premi della
Cassa Malati e a quello della povertà che in Svizzera colpisce l'8,7% della
popolazione (ca. 745'000 persone). Difronte a questa situazione drammatica la
Destra è unicamente capace di lanciare proposte deleterie. Come quella liberale
di mandare in soffitta la LAMal, che malgrado i suoi difetti è in grado di
offrire un'ampia copertura delle cure mediche (peccato che manchino proprio le
cure dentarie!), e di sostituirla con delle assicurazioni differenziate: se sei
ricco assicuri tutto, se sei povero assicuri solo l'influenza e il resto te lo
paghi di tasca tua, anche se le tue tasche sono vuote. Oppure quella dell'UDC
di portare la franchigia minima a 10'000 franchi... Non li hai? Cavoli tuoi, i
democentristi loro li hanno e degli altri chi se ne frega!
Quindi, tornando al buon De Rosa... Pensa di darci una risposta prima che la
gente resti senza denti, o tacitamente vuole accodarsi le proposte assurde
della Destra che punta a una sanità a due (ma anche 3 o 4) velocità con i pochi
ricchi in grado di curarsi e il resto della popolazione invitata ad attaccarsi
al tram?
Adriano Venuti, vicepresidente PS, candidato al Consiglio Nazionale – Lista 30

