Felice Dafond
Agenda scolastica: un controverso diario scolastico per le scuole elementari
Redazione
25.08.2023 06:28

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il Dipartimento
educazione cultura e sport (DECS) riferisce che “tocca ai comuni decidere"
in merito al diario scolastico recentemente pubblicato. La tematica di genere
sembra essere assurta a tema dominante di questa tarda estate. Il PLR ha
chiesto un incontro con la Consigliere di Stato sulla delicata tematica
dell’identità di genere, e l’impostazione teorica e scientifica che il DECS
intende seguire. Correttamente affermo, poiché le competenze didattiche nella
nostra scuola sono esclusivamente di competenza del DECS e non dei municipi.
Non si capisce quindi come possa un municipio decidere sul tema. Semmai è un
tema che la direzione scolastica, il consiglio di direzione, e i docenti devono
affrontare con i genitori degli allievi. L’identità di genere nell’agenda
scolastica cantonale presuppone quindi approfondimenti in ambito scolastico, in
caso contrario si rischia di bagatellizzare il tutto. Certamente il discorso di
accettazione della propria persona e della diversità è un tema importante. Fino
a che punto lo sia a livello elementare in questi termini è ancor tutto da
dimostrare. Gli antichi parlavano di …”cum grano salis”, e a me non sembra
siano stati avviati approfondimenti tali da affrontare queste tematiche con
saggezza e profondità. Per affrontare queste realtà è invece più che opportuno
coinvolgere tutti gli attori nella scuola e non ridurre il tema ai minimi
termini di un diario scolastico o di due sue vignette. Parlare di un terzo
sesso, che per alcuni è divenuto tanto di moda, impone scientificità e non
superficialità. I docenti sono preparati? I genitori lo sono? Ogni individuo
deve poter scegliere il proprio orientamento sessuale e la sua scelta va
rispettata, ma il tema va contestualizzato nei programmi scolastici e adattato
all’età degli allievi.
Nella nostra società vi sono minoranze che affrontano questo
tema o sono in procinto di farlo. Hanno tutto il mio rispetto ma nel contempo
vi è anche una maggioranza che va pure rispettata. Alcuni genitori e famiglie
non sono preparati, altri non sono per nulla d’accordo con queste scelte ma
devono subirle: a me non sembra giusto. La scuola non deve né può sostituirsi
al ruolo dei genitori. Chi sostiene questi temi ritiene che parlare di
accettazione della propria persona e della diversità sia un tema che tocca
soprattutto i più giovani che possono vivere questa situazione in un momento di
estrema vulnerabilità, che non conscono, e che potrebbero interpretare come una
cosa sbagliata. Ma cos’è giusto o sbagliato? Lo definisce un diario scolastico?
Far sensibilizzazione nei minimi termini, con un diario, non mi è mai piaciuto.
La formazione di un giovane è troppo importante per farla pendere sul giusto o
sbagliato di un sostenitore di questi temi. La formazione è fatta di impegno,
costanza, approfondimento e dialogo, non di slogan gridati. Giustamente,
conclude il comunicato stampa del PLR, è quindi fondamentale assicurare la
massima serietà e scientificità nell’approcciarsi ai temi, in particolare
quando parliamo di argomenti che concernono lo sviluppo intimo di una persona.
La nostra scuola, la nostra rete sociale, la nostra società è sempre riuscita
ad affrontare temi anche difficili con serietà. Il dialogo è sempre stato un
valore, il mio augurio è che lo sarà anche in futuro.
Felice Dafond, Sindaco di Minusio e candidato al Consiglio
Nazionale

