Stelio Belloni
Adolescenti e smartphone
Redazione
05.08.2025 15:45

Foto: ©Gabriele Putzu
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Lo smartphone è uno
strumento da demonizzare per i nostri giovani ai giorni nostri?
Direi proprio di no. È
uno strumento sicuramente utile sia per le necessità quotidiane, sia per il
tempo libero.
Potremmo porci la stessa
domanda per i veicoli a due ruote. La moto di grossa cilindrata che mi permette
di andare in vacanza è un veicolo da demonizzare perché pericoloso?
Direi proprio di no. Direi
però che la domanda corretta è questa: come ho potuto accedere a questo mezzo
che, oltre ad essermi utile per gli spostamenti professionali, mi permette pure
di vivere esperienze di viaggi e di socializzazione nelle uscite con gruppi di
amici?
È andata così: quando
ero alla scuola elementare mi è stato insegnato ad andare in bicicletta,
all’età di 14 anni sono passato a un veicolo a motore con velocità ufficiale di
35 km orari (il buon “motorino”). Poi, dai 18 anni, ho potuto acquistare una
moto dalla cilindrata massima di 125 cm3. Infine, dopo due anni e acquisita la dovuta
esperienza, mi è stato consentito dalla legge di poter fare l’esame per guidare
moto di cilindrata e potenza superiore.
Ma perché parlo di
moto quando ho proposto un titolo che riguarda gli smartphone?
Semplicemente per
poter fare un paragone. Infatti,
se per l'uno la legge obbliga a seguire un percorso di formazione (corsi di formazione/sensibilizzazione
e inquadramento giuridico) per ottenere il diritto a utilizzarlo, per l'altro
non è previsto alcun percorso di accompagnamento.
Quindi, perché sin
dalla scuola elementare mettiamo nelle mani dei nostri figli questi smartphone che,
se non gestiti nel modo corretto senza una dovuta istruzione o almeno un
approccio critico e maturo, vengono usati dai nostri giovanissimi con modalità
che ormai preoccupano tutti - genitori, educatori, psicologi - e con effetti a
volte dannosi - se non devastanti - per la loro psiche e per una loro armoniosa
crescita emotiva e sociale?
Discutendo di questo
tema con alcuni genitori che conosco o che ho conosciuto come docente e
direttore di scuola media, mi veniva segnalato che questi apparecchi facilitano
la comunicazione all’interno della famiglia, sia per rintracciare che per essere
rintracciati.
Ammetto che ai giorni nostri,
per moltissime famiglie, sia ormai necessaria una comunicazione rapida ed
efficace. Ma allora perché non acquistiamo per i nostri giovanissimi figli dei
normali cellulari (non smartphone) con i quali si possono effettuare e ricevere
telefonate o inviare i buoni vecchi e apprezzati SMS?
Il costo di questi
apparecchi parte da 20 fr.- e il servizio che rendono per la comunicazione intrafamiliare
è sicuramente pari a quella degli smartphone.
Ciò corrisponderebbe
all’acquisto di una bicicletta o di un piccolo scooter e si permetterebbe così ai
più giovani di iniziare a vivere l’esperienza delle telecomunicazioni senza
incorrere in disavventure. Inoltre, come genitori, si avrebbe il tempo di
chiarire meglio le modalità di utilizzo dei telefoni più performanti.
A questo proposito
inviterei tutti i genitori, anche quelli che si considerano già “imparati su
tutto”, a volersi informare sulle gravi conseguenze che l’utilizzo improprio di
questi mezzi digitali può causare ai nostri giovani.
Termino con un plauso
alla futura iniziativa de “il Centro” che chiederà di lasciare gli smartphone fuori
dalla scuola. È sicuramente un primo passo a favore di un maggior benessere dei
nostri giovani. In questa iniziativa vedo unicamente un aspetto delicato: si attribuisce
alla scuola una connotazione di istituzione che pone dei limiti agli allievi, invece
di essere un luogo dove si motivano i nostri giovani a crescere in modo
consapevole e critico.
Considerando, inoltre,
che la maggior parte dei casi di uso improprio di questi mezzi e di
cyberbullismo si svolge fuori dagli orari scolastici auspicherei che, dopo
questo primo passo volto alla limitazione dell’uso dello smartphone nella
scuola, la politica si attivi per una regolamentazione federale che ponga dei
limiti di età per il suo uso (anche al di fuori degli spazi scolastici) come è
il caso per alcool e tabacco.
Stelio Belloni, ex docente e direttore
di scuola media e consigliere comunale “il
Centro” a Morbio Inferiore

