Roberta Soldati
Acquisto palazzo EFG: troppi milioni sprecati!
Redazione
30.05.2024 09:37

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Una
palla di neve che rotolando si trasforma in una valanga. Il prossimo 9 giugno
non andremo semplicemente a votare sul credito di Fr. 76mio riferito
all’acquisto del Palazzo EFG e per quello inerente la progettazione della sua ristrutturazione,
per un totale di oltre Fr. 82 mio, ma daremo automaticamente anche il nostro
consenso, a tutta una serie di crediti successivi legati in cascata l’uno
all’altro. Nel progetto d’insieme sono infatti già previsti ulteriori Fr. 55mio
per la ristrutturazione dello stesso Palazzo EFG, poiché avendo 40 anni, esso necessita
di importanti lavori di manutenzione e messa a norma (nella speranza che non si
trovi dell’amianto, poiché in questo caso i milioni lieviteranno!). Se non ci
saranno ricorsi e tutto filerà liscio, lo stabile sarà pronto ad ospitare il
Tribunale d’appello, la Pretura e altre autorità giudiziarie e amministrative
solo nel 2033 (fra circa 10 anni!). A questo punto verranno spesi altri Fr. 5
mio per la ristrutturazione dello stabile di Via Bossi, attuale sede delle
Preture e nel 2036 (sempre se tutto filerà liscio) vi si traferirà transitoriamente
il Ministero Pubblico, ora sito presso il decadente Palazzo di Giustizia di Via
Pretorio. Solo nel 2036 (!) inizieranno i lavori di ristrutturazione di questo
palazzo, i cui costi, ad oggi, sono quantificati in circa Fr. 83mio, ma che
nessuno mette in dubbio che fra oltre 10 anni, essi saranno lievitati come
minimo a Fr. 150mio. A conti fatti tutta l’operazione costerà complessivamente
oltre Fr. 300 mio e tutto l’iter non sarà completato prima del 2040.
Falso
dunque credere che con l’acquisto del Palazzo EFG si risolveranno immediatamente
i problemi logistici della giustizia, anche perché, come detto, il Ministero
pubblico continuerà ad operare per altri 10 anni nell’attuale sede precaria e
fatiscente. Questo immobile va invece ristrutturato ora!
Falso
credere che il progetto “Justizia 4.0”, che prevede la digitalizzazione degli
incarti possa essere implementato secondo le scadenze previste dalla
Confederazione, ossia 2027/2028. Negli accordi presi, la banca avrà il diritto
di occupare il Palazzo EFG ancora per 2 anni; ciò significa che questa scadenza
non potrà comunque essere rispettata. Le autorità giudiziarie e i cittadini
dovranno ancora attendere anni prima di vedere implementare la
digitalizzazione.
Fermiamo
questa valanga di milioni prima sia troppo tardi! I cittadini devono dare un
segnale alla politica, che deve ripensare tutta l’impostazione dell’operazione
attivandosi celermente per trovare un Piano B e C, se necessario. Volere è
potere, poiché essere oculati nella gestione del denaro pubblico non significa
essere contro la giustizia e osteggiare gli investimenti.
Roberta
Soldati, deputata
UDC in gran consiglio

