Graziano Besana
Acquisti alla Migros? No grazie
Redazione
07.01.2025 06:07

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Il Gruppo Migros - Un'idea. Tanti volti. Facciamo ogni giorno di
più: per l'ambiente, per la società e per te. Ma chi siamo esattamente?
Questo è quello che si può leggere sulla pagina internet del
gruppo e la risposta potrebbe in parte essere racchiusa nell’infelice
esternazione del CEO del Gruppo Migros, nel giorno della festa dell’Epifania.
Il CEO del Gruppo Migros, Mario Irminger, sembra ritenere che il
recente abbassamento a 150 Franchi della soglia di esenzione IVA per gli
acquisti all’estero non sia sufficiente. In un'intervista pare che abbia
suggerito una riduzione ancora più drastica: "Un limite di 50 Franchi
sarebbe stato ideale." Naturalmente, tali restrizioni sulla libertà dei
consumatori di trovare offerte migliori all’estero, si allineano perfettamente
con la visione aziendale di Irminger: tenere le cittadine e i cittadini
confederati saldamente legati ai prezzi più alti del mercato elvetico. Del
resto, chi meglio di un uomo che guadagna empiricamente 411 Franchi all'ora può
fare la morale sul rigore fiscale?
È un curioso contrasto: nel 2025, il salario minimo in Ticino
oscillerà tra i 20 e i 20.50 franchi all'ora, più o meno quanto Irminger
guadagna in tre o quattro minuti. Per coloro che, sempre di più, non si trovano
nelle sue stesse condizioni economiche, risparmiare qualcosa con la spesa oltre
confine può rappresentare un piccolo sollievo nella lotta continua contro
l’aumento del costo della vita in Svizzera. Ma per Irminger, a quanto pare, si
tratta di una falla che minaccia la sacralità del settore nazionale del
commercio al dettaglio.
Mi chiedo se il CEO della Migros abbia mai riflettuto su cosa si
possa acquistare realmente con 50 Franchi nei negozi della sua stessa azienda?
D'altronde, quando il tuo stipendio annuale ammonta a 855'000.00 Franchi
all’anno, queste cifre diventano insignificanti e facilmente trascurabili. La
sua proposta di abbassamento della soglia di esenzione IVA a 50 Franchi, non
intaccherebbe il suo portafoglio, ma sicuramente svuoterebbe ulteriormente quello
di coloro che già fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Forse la prossima proposta di Irminger sarà un divieto totale di acquisti
all’estero! Perché infatti fermarsi al limite di spesa spese quando si possono
controllare direttamente le scelte? Fino ad allora, possiamo solo ammirare il
suo sincero impegno (unitamente a quello di alcuni rappresentanti ticinesi al
Consiglio Nazionale) a mantenere i consumatori prigionieri di una meschina
forma di avidità commerciale con una mutilazione a tappe del libero mercato.
Ora, che sembra esserci più chiarezza su cosa Migros vorrebbe fare
per la società e per noi, potrebbe essere lecito porsi la domanda se non sia
meglio rivolgersi a un dettagliante con un’etica migliore, in Ticino o altrove.
Graziano Besana, AVANTI con
Ticino&Lavoro - Lugano

