Alessandro Speziali
Acque di valle, fra passato e futuro
Redazione
03.03.2024 11:10

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Le acque dei
nostri fiumi sono decisamente agitate, e alla politica conviene costruire in
fretta due argini solidi per non perdere il controllo del dibattito. Da una
parte bisogna frenare il vecchio vittimismo rivendicazionista (“ah maledetti
svizzero tedeschi che ci rubano l’oro blu”), dall’altro evitare la postura
supina che serve interessi distanti da quelli nostre valli e del nostro
Cantone.
Posati questi
due argini, possiamo convogliare le nostre forze nella direzione giusta:
investire nelle infrastrutture, investire nelle nostre risorse idriche. In
parole povere: investire su noi stessi. Al di là delle ricerche storiografiche
(sempre utili) e dei contributi puntuali (comunque da tematizzare), il Ticino
politico ha il dovere di chiedersi cosa voglia fare dei nostri fiumi nei
prossimi decenni – quando i presunti scenari colonialisti saranno consegnati al
passato e saremo padroni del nostro destino.
Per riuscire
nell’impresa, non ci sono scorciatoie: serve la migliore versione del nostro
Cantone – quella di un territorio imprenditore di se stesso, protagonista di
quel che succede dentro ai propri confini. Un Ticino coeso, che quindi sa
rispettare anche la sorgente delle proprie ricchezze naturali – che sono le
Valli. Le società di produzione di energia idroelettrica (ticinesi e svizzere,
quindi non straniere …) nel tempo hanno investito nelle infrastrutture,
generando anche posti di lavoro. Bene. Ci sono stati anche profitti consistenti
(come succede a chi investe bene e strategicamente, con la giusta dose di
rischio) ed è vero che sono finiti in buona parte al di là del Gottardo. Meno
bene. Soprattutto, è innegabile che le nostre Valli – la culla delle acque – di
questi profitti hanno beneficiato poco. Molto male.
Tra qualche
anno, con la fine del capitolo delle Partnerwerke, avremo
l’occasione di cambiare non il corso dei fiumi, ma la direzione della nostra
storia. Servirà una collaborazione ben congegnata tra le località periferiche e
Bellinzona: l’obiettivo sarà di lasciare una quota più ragionevole di indotto
alle Valli (leggasi «canoni d’acqua»), specialmente se saremo stati in grado,
lavorando insieme ad altri Cantoni, di correggere qualche evidente stortura nel
sistema di perequazione federale.
Più indotto
per le nostre valli, grazie a una risorsa che appartiene a loro: sarebbe non
solo un passo giusto, ma un modo per rafforzare le periferie del nostro
Cantone, rendendole più responsabili di sé stesse, e meno dipendenti dalla
perequazione intercomunale. Ne sarebbero di certo tutti contenti, dalla Città
di Lugano alle terre del Fondo del sacco, passando per tutte le
valli che non vedono l’ora di essere padrone del loro destino – assumendosene
tutte le responsabilità.
Alessandro Speziali, Presidente PLR
e Gran Consigliere

