Lorenzo Quadri
Accordo con l’UE: addio anche alla sovranità fiscale?
Redazione
11.10.2026 08:56

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Meno sovranità fiscale, meno libertà per Cantoni e Comuni e il rischio di maggiori imposte per aziende e contribuenti. È uno degli aspetti meno discussi del nuovo accordo con l’Unione europea, ma potrebbe avere conseguenze tutt’altro che trascurabili per la Svizzera.
A lanciare l’allarme è la NZZ del 6 ottobre, che cita due professori di diritto fiscale, Peter Hongler e Ralf Imstepf. Secondo gli esperti, il trattato di sottomissione a Bruxelles potrebbe aprire la porta di casa nostra alle normative europee in materia fiscale. Conseguenza per noi: addio sovranità anche in questo ambito determinante!
Il grimaldello di Bruxelles sarebbero i cosiddetti “aiuti di Stato”. L’UE vuole impedire che le autorità pubbliche favoriscano determinate aziende, falsando la concorrenza. Fin qui, nulla di nuovo. Il problema è che, oltre alle sovvenzioni dirette, anche determinate agevolazioni fiscali potrebbero venire considerate aiuti di Stato illegittimi.
Le conseguenze sono evidenti. Come spiegano gli specialisti citati dalla NZZ, se gli accordi venissero approvati, Confederazione, Cantoni e Comuni dovrebbero tenere conto delle regole europee sugli aiuti di Stato nell’elaborare nuove disposizioni fiscali. Una riduzione d’imposta decisa per attirare imprese, sostenere gli investimenti o rafforzare la competitività potrebbe quindi finire nel mirino dei giudici stranieri di Bruxelles.
In altre parole, una scelta fiscale presa democraticamente in Svizzera rischierebbe di essere invalidata da regole stabilite dall’UE.
Non si tratta soltanto di ipotesi astratte. La testata zurighese richiama il caso austriaco di un’aliquota IVA agevolata annullata a seguito di un intervento europeo. Nel 2024, inoltre, la Corte di giustizia dell’UE ha imposto ad Apple il pagamento di 13 miliardi di imposte arretrate, giudicando illegali i vantaggi fiscali concessi dall’Irlanda.
Altrimenti detto: la strisciante adesione all’UE si tradurrà anche in un progressivo smantellamento dell’autonomia fiscale nazionale. E la Svizzera, che si fonda sul federalismo e sulla concorrenza fiscale fra Cantoni, avrebbe molto da perdere.
Non a caso, il trattato coloniale prevede la creazione di una nuova autorità di sorveglianza sugli aiuti di Stato. Secondo il professor Hongler essa “per quanto formalmente indipendente, fungerebbe di fatto da Commissione UE della Svizzera”.
Davvero vogliamo consegnare a Bruxelles anche le chiavi del nostro sistema fiscale?
La ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto europeo, i giudici stranieri, i contributi di coesione miliardari, l’estensione scriteriata ed anticostituzionale della libera circolazione delle persone, e tutte le altre sciagure che ci porterebbero i cosiddetti “Bilaterali III” (che di “bilaterale” non hanno nulla), ancora non bastano?
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

