Adam Barbato-Shoufani
Accordi bilaterali III: Il Consiglio Federale china il capo a Bruxelles
Redazione
27.12.2024 13:13

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I “nuovi” accordi bilaterali
che la Svizzera ha recentemente siglato con l’Unione Europea costituiscono un
ulteriore tassello di un mosaico che mostra da tempo la tendenza del Consiglio
Federale a conseguire politiche estere di autoumiliazione nazionale in nome
degli interessi della NATO e dell’UE. Che il nostro esecutivo non avesse a
cuore la storica neutralità o che la pace non fosse fra gli obbiettivi che
perseguiva lo si sapeva ormai da tempo, ma gli accordi bilaterali III
dimostrano che il governo svizzero ha ceduto persino sulla salvaguardia degli
strumenti democratici del popolo svizzero, nonché sulla sua sovranità.
Anzitutto, in che cosa
consistono gli accordi bilaterali III? Si tratta di un insieme di misure
attraverso le quali la Svizzera dovrà chinare il capo di fronte ai diktat di
Bruxelles, perdendo importanti elementi della sua stessa sovranità nazionale.
Infatti, in caso di controversia, la Corte di giustizia dell’UE potrà arrivare
a sanzionare il nostro paese anche in seguito a determinate decisioni prese
democraticamente dallo stesso popolo elvetico. Il fatto che la Svizzera possa
accettare simili condizioni per degli accordi che dovrebbero portare beneficio
ad entrambe le parti (con “bilaterali” ci si dovrebbe riferire ai vantaggi ad
ambedue i lati) è emblematico della progressiva sottomissione di Berna al
volere di Ursula von der Leyen.
Quello della sovranità
nazionale non è tuttavia l’unico elemento di preoccupazione; anche il servizio
pubblico sarà duramente colpito dai nuovi accordi. Si verificheranno infatti
importanti passi indietro nella lotta alla protezione dei salari e delle condizioni
di lavoro, dove la parte svizzera sarà sempre più impossibilitata tutelare i
lavoratori di fronte ad abusi delle aziende dell’UE. Saremo confrontati alla
liberalizzazione del trasporto ferroviario ed a quella del mercato elettrico
nazionale. Come conseguenza assisteremo nuovamente all’esplosione dei prezzi a
svantaggio delle piccole medie imprese e ad una maggiore dipendenza del nostro
paese dal mercato energetico Europeo, un settore in profonda crisi almeno dallo
scoppio della guerra in Ucraina. In questo senso, è evidente l’inasprimento
delle misure già contenute nel fallimentare accordo quadro del 2021; il
Consiglio Federale persevera nell’errore.
Insomma, gli accordi
bilaterali III costituiscono un tradimento nei confronti di tre principi
fondanti della Svizzera: la sovranità nazionale, bistrattata di fronte agli
interessi esteri; i diritti democratici del popolo, che può venire sanzionato
se prende decisioni divergenti dall’agenda politica di Bruxelles; ed i diritti
dei lavoratori. Ricordiamo inoltre che queste decisioni vanno sommate a tutta
una serie di misure di avvicinamento del nostro paese a UE e NATO. Le recenti
politiche approvate dal nostro esecutivo indicano la chiara volontà di mandare
le reclute svizzere a fare “esercitazioni militari congiunte” in un’Europa che
si prepara alla guerra sotto spinta dalle politiche guerrafondaie della NATO,
che da anni non fa che inviare armi in Ucraina esecrando la diplomazia in
qualunque sua forma. Dobbiamo assumere la consapevolezza collettiva che gli
attacchi alla neutralità ed alla pace non provengono più unicamente da
Washington e dai suoi alleati, ma dal nostro stesso governo. In questo senso,
l’ingenuità delle posizioni della “sinistra liberal” (PSS e Verdi), la quale,
accecata da un dogmatismo europeista, crede ancora alle fiabesche “misure
accompagnatorie” rappresenta un significativo passo indietro nella lotta
sindacale e pacifista.
Risulta evidente la necessità
di una mobilitazione concreta a salvaguardia dei nostri diritti democratici e
dei nostri principi costituzionali, in modo da opporci con forza a chi vuole
renderci uno stato vassallo dell’Unione Europea. È arrivato il momento di fare
fronte comune fra le forze politiche sovraniste, pacifiste e sindacali per far
valere i diritti del popolo svizzero e gli interessi nazionali. La Gioventù
Comunista farà la sua parte!
Adam Barbato-Shoufani - Membro di coordinamento della
Gioventù Comunista

