Andrea Togni
Accattonaggio e preghiera in pubblico: legalità e convivenza
Redazione
28.02.2025 18:08

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Il
buon senso e il principio di proporzionalità sono sufficienti? Auspicabili, ma
non sempre adeguati. Recentemente, un gruppo di circa una decina di persone è
stato notato riunirsi per pregare a mezzogiorno in Piazza Manzoni a Lugano
(zona carosello), con un rituale di preghiera diverso dalle radici di cultura e
storia di questo territorio (cristiano cattolico). La prudenza porta a credere
che possa essere stato un atto estemporaneo e riconducibile a turisti ignari.
Da capire, quindi, come accogliere e informare meglio chi, nel nostro Paese,
viene con animo positivo e rispettoso, sebbene, magari, ignaro di usi e costumi
tipici della nostra realtà.
Rivedere il rapporto tra religione e aerea pubblica?
In una
società che proclama la libertà di culto e religione, è comunque un episodio
che potrebbe sollevare interrogativi sull’uso dello spazio pubblico e sulla
convivenza tra pratiche religiose e vita cittadina. È necessario rivedere il
rapporto tra religione e area pubblica, assicurando che la neutralità
sia effettiva e non selettiva? Dal profilo formale, probabilmente, non ci sono
violazioni: la libertà di culto è garantita e, se l’attività è limitata nel
tempo, non crea intralcio o pericolo e coinvolge un numero modesto di
partecipanti, rientra nell’uso normale del
suolo comune. Non serve oggi altra regolamentazione o burocrazia.
Serve un approccio coerente
Se il
vuoto lasciato dalla sparizione del crocifisso nella maggior parte degli spazi
pubblici, quindi l’assenza di un primato del cristianesimo, è un dato di fatto,
resta il dubbio che “questo vuoto” si stia riempiendo di migliori contenuti.
Per evitare un “doppio standard”, implicito o meno, si evidenzia, quindi, la
necessità di un approccio coerente: se una preghiera spontanea e discreta in
piazza può essere accettabile, è opportuna la stessa tolleranza per altre
espressioni? Soprattutto quando si concretizzano in un’esternazione palese, in
pieno giorno e magari con rituali che non appartengono, storicamente e
culturalmente, a questo territorio? L’opportunità di simili manifestazioni
resta un tema aperto, per il quale potrebbe essere necessario intervenire con
più fermezza in caso di nuovi episodi o, peggio, abusi.
Intervento deciso per l'accattonaggio
Da non
sottovalutare, invece, il campanello d’allarme legato agli episodi di
accattonaggio nelle vie e piazze della città, che richiedono un intervento
deciso. Sebbene l’elemosinare sia espressione di povertà individuale, è spesso
la parte evidente di un sistema di sfruttamento orchestrato da criminali che
obbligano persone vulnerabili a mendicare, trattenendone il raccolto. Un
fenomeno che alimenta episodi di microcriminalità e degrado, con ripercussioni
negative su commercio, turismo e decoro urbano. In una società sempre più
diversificata, alla ricerca di compatibilità tra libertà individuali e ordine
pubblico, maggiore attenzione e fermezza sarebbero auspicabili, senza
sottovalutare l’importanza del sostegno economico e del reinserimento dei veri
bisognosi, vittime di queste situazioni.
Andrea
Togni, consigliere comunale PLR Lugano

