LEA
Abbiamo costruito tanto, ma senza una visione
Redazione
21.11.2025 13:59

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Negli ultimi trent’anni in Ticino si è costruito molto. Strade,
capannoni, quartieri, infrastrutture: un secolo di cemento che ha dato forma al
nostro benessere e al nostro sviluppo. Spesso però le scelte territoriali
cantonali sono state miopi, senza una visione d’insieme. Si è preferito il
nuovo al riutilizzare, il consumo di suolo alla ristrutturazione
dell’esistente. È mancata una politica territoriale che promuovesse la
rigenerazione urbana e la densificazione intelligente. Si è scelto troppo
spesso la scorciatoia, dimenticando che il territorio non è un bene illimitato,
ma la risorsa più preziosa che abbiamo.
Questo non significa bloccare l’economia o demonizzare l’edilizia. Al contrario.
Il settore delle costruzioni rimane una colonna portante del nostro tessuto
economico, e il cemento – se usato con visione e intelligenza – può essere
alleato dell’ambiente e dell’innovazione. La sfida oggi è passare da una logica
quantitativa a una qualitativa: costruire meno, ma meglio. Rigenerare invece di
espandere. Riqualificare invece di demolire. Progettare pensando al lungo
periodo, non solo al profitto immediato.
Una visione liberale del territorio significa fissare regole chiare e
trasparenti. Chi investe deve sapere che la qualità viene premiata, che
riutilizzare conviene, che costruire con efficienza energetica e valore
estetico è un vantaggio competitivo. È così che si stimola un’economia sana:
con responsabilità e libertà, non con divieti e sospetti. Un territorio curato,
bello e funzionale è anche un territorio competitivo. Le imprese edili e gli
architetti ticinesi hanno le competenze per guidare questa transizione verso un
costruire più sostenibile e più efficiente. Ma serve una direzione politica
chiara, una pianificazione coerente e il coraggio di correggere gli errori del
passato senza dover apporre cerotti provvisori come capita troppo spesso sul
nostro territorio.
Il cemento, da solo, non è un problema. Lo diventa quando sostituisce la
visione, quando copre la mancanza di idee, quando serve a riempire spazi invece
che a creare valore. Abbiamo costruito tanto, ora è tempo di costruire meglio.
Serve un patto di Paese, un Ticino Deal per dare nuova linfa e nuovo slancio al
territorio cantonale e più qualità di vita ai cittadini, con coperture
autostradali e stradali, rigenerazioni di edifici esistenti e abbandonati e
meno vincoli burocratici per investimenti e costruzioni responsabili.
Il futuro non si getta a caso. Si progetta, si pianifica, si custodisce. Con la
stessa determinazione con cui, quasi un secolo fa, abbiamo costruito il nostro
progresso. Ma con una consapevolezza nuova: che la qualità del territorio non è
un lusso, è la base stessa della nostra libertà di crescere.
Christian Fini – presidente LEA

