Edoardo Cappelletti
A Lugano serve un piano Marshall per i servizi sociali!
Redazione
04.03.2024 11:28

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A seguito della pandemia e dell’aumento
dell’inflazione, i servizi sociali della Città di Lugano si sono visti sempre
più confrontati con un incremento del numero e della complessità delle pratiche
gestite. In considerazione di questa tendenza, la quale sottende una
preoccupante diffusione del disagio tra la cittadinanza, ritengo quanto mai
urgente rilanciare un dibattito e un’iniziativa da parte del Comune.
Nel merito appare sintomatica l’evoluzione
della consulenza prestata dall’Ufficio Intervento Sociale, che ha ad esempio
registrato nel tempo un aumento dei colloqui (164 nel 2021 e 477 nel 2022),
delle telefonate (1’448 nel 2021 e 2’124 nel 2022) e delle corrispondenze
elettroniche (1’107 nel 2021 e 2’405 nel 2022). Da evidenziare inoltre il
crescente carico di lavoro sugli assistenti sociali del Servizio
accompagnamento sociale (SAS), concretizzatosi in un costante incremento degli
incarti seguiti: dai 580 del 2020 ai 622 del 2021, fino ai ben 700 del 2022.
Persistono del resto le incertezze riconducibili al settore delle curatele, in
relazione al quale non solo si riscontra ancora una carenza di figure
professioniste fornite dal Comune, ma viene anche riconosciuto dallo stesso
Municipio che le attuali risorse dell’ARP 3 sono ‘‘appena sufficienti’’ per
affrontare le accresciute incombenze dell’autorità (125 nuove misure nel 2021 e
103 nel 2022). Un discorso analogo vale per altri servizi di sostegno, i quali
sono oggetto di una progressiva sollecitazione (basti pensare all’Agenzia
comunale AVS e agli operatori di prossimità di Ingrado, che vengono
cofinanziati anche dalla Città).
Alla luce di questi dati incontrovertibili, la
Città dovrebbe rimettere finalmente al centro delle priorità i servizi
destinati a sostenere i cittadini più in difficoltà. Il rischio è infatti che
l’aumento delle richieste si traduca, a parità di risorse disponibili, in un
netto scadimento della qualità della presa a carico dell’utenza e delle
condizioni di lavoro del personale. A mio avviso, per assicurare anche in
futuro un’adeguata qualità del servizio prestato, andrebbe quindi monitorata
con maggiore attenzione l’evoluzione della casistica e previsto un
potenziamento degli uffici più sotto pressione. In quest'ottica non si può
certo salutare con favore il Piano finanziario 2023-2026, il cui prospettato
contenimento della massa salariale potrebbe compromettere i margini di
rafforzamento dell’organico comunale.
Ad ogni modo, in questi anni non sono mancate
le occasioni in cui il Consiglio comunale avrebbe potuto accogliere un
consolidamento dei servizi di sostegno: assunzione di 2 unità supplementari
presso l’ARP 3; incremento del 50% del tempo di lavoro del Servizio di
prossimità di Ingrado; integrazione di 2 nuove unità presso l’Ufficio
Intervento Sociale. Delle proposte mirate che sarebbero andate a favore delle
fasce più deboli della popolazione ma che, complice l’indirizzo delle odierne
maggioranze di centro-destra, non hanno raccolto purtroppo l’esito sperato.
Ora, malgrado alcuni puntuali miglioramenti apportati dal Municipio, diventa
pertanto urgente un coraggioso cambio di rotta capace di assicurare ai servizi
preposti tutti i mezzi necessari per rispondere all’allarmante aumento dei casi
con cui sono confrontati: occorre in definitiva quello che, forse in modo
enfatico ma oggettivamente calzante, andrebbe definito un Piano Marshall per i
servizi sociali della Città.
Edoardo Cappelletti, Candidato al Municipio e al Consiglio comunale
di Lugano per La Sinistra

