Piero Marchesi
80 milioni per lo stabile EFG, ex Banca del Gottardo, sono troppi
Redazione
24.05.2024 09:21

Foto: © Chiara Zocchetti
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Questo in sintesi i motivi per
votare No al credito in votazione il prossimo 9 giugno. I sostenitori cercano
di convincerci che con l’acquisto daremo dignità alla Giustizia ticinese,
quando dai media leggiamo che i problemi del terzo potere sono ben altri che lo
stabile dove essa è alloggiata. Organizzazione precaria, digitalizzazione
praticamente inesistente, lottizzazione delle nomine, lotte intestine tra i
Magistrati e ritardi nell’evasione delle pratiche, certamente l’ultima delle
preoccupazioni è la sede logistica.
Che in prospettiva lo stabile EFG
possa magari essere una soluzione logistica adeguata non lo discuto, ma a stonare
è il prezzo di acquisto esorbitante. È vero che un paio di perizie, oramai
datate di qualche anno, stimano come corretto il prezzo di 80 milioni, è
altrettanto vero che in tutti questi anni dove lo stabile è sul mercato,
nessuno a parte il Cantone si è detto disponibile ad acquistarlo. Di solito,
quando si sa di essere l’unico acquirente, si negozia il prezzo sapendo di
avere il coltello dalla parte del manico. Invece no, il Consiglio di Stato ha
deciso di farsi andar bene l’offerta, forse fare una visita ai vertici di EFG
era considerata inopportuna, oppure, tanto paga pantalone. Dire di No al
credito obbligherà il Governo – e la banca – a trovare un valore di acquisto
più adeguato, che dovrebbe aggirarsi sulla sessantina di milioni.
Oltre a ciò, va ricordato che il
credito in questione sarà solo una prima tappa di una serie di investimenti
nella sola logistica del settore della Giustizia. Rimanendo allo stabile EFG,
per adeguarlo agli standard più moderni e alle esigenze del terzo potere si
renderanno necessari ulteriori 55 milioni. Oltre a ciò andranno sommati ulteriori
5 milioni per la ristrutturazione dello stabile di Via Bossi, sede della
Pretura di Lugano, dove verrà trasferito transitoriamente il Ministero Pubblico
durante i lavori di ristrutturazione dell’attuale Palazzo di giustizia, che
comporterà un costo per ulteriori 83 milioni, oltre 12 milioni per interventi
urgenti da farsi a breve. Totale dell’operazione “Logistica della Giustizia” 235
milioni, spese extra non incluse.
In un periodo di ristrettezze
economiche, con il debito pubblico oramai esploso, dove i deficit strutturali
sono all’ordine del giorno e, più importante ancora, dove non si vede la minima
idea di come risolvere i problemi gestionali e di efficienza della
Magistratura, si pensa di poter scialacquare in prospettiva 235 milioni come
nulla fosse.
Grazie al Referendum finanziario
obbligatorio (RFO) strumento fortemente voluto dall’UDC e da altri partiti di
centro destra, il popolo sarà per la prima volta in Ticino chiamato a
esprimersi automaticamente su un credito approvato dal Parlamento. Il popolo
avrà così la possibilità di dire No allo spreco di soldi pubblici, che anche se
figurano sotto la voce investimenti, di soldi dei contribuenti si tratta.
Piero Marchesi, Consigliere
nazionale e Presidente UDC Ticino

