Nicolò Ghielmini
5 motivi economici per votare Sì all’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni»
Red. Online
20.05.2026 08:37

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La sostenibilità economica di lungo periodo richiede un
modello di crescita fondato sulla produttività, sull’innovazione e
sull’efficienza, non sull’espansione demografica continua. L’iniziativa «No a
una Svizzera da 10 milioni (Iniziativa per la sostenibilità)» si inserisce in
questa logica: orientare il nostro Paese verso una crescita qualitativa. Di
seguito sono presentati 5 motivi economici che spiegano perché votare Sì rappresenta una scelta coerente con un modello di sviluppo più solido e
sostenibile.
1. Più popolazione non significa automaticamente più benessere pro capite
L’aumento della popolazione accresce il PIL totale, ma non
garantisce un miglioramento del PIL pro capite, l’indicatore centrale del
benessere economico. Negli ultimi anni, il PIL pro capite in Svizzera è
cresciuto poco, nonostante un forte aumento della popolazione residente. Questo
evidenzia che la crescita demografica non si è tradotta in un miglioramento
proporzionale del benessere individuale. La crescita del reddito pro capite dipende da produttività,
innovazione, qualità delle istituzioni e organizzazione del lavoro. Quando la
popolazione cresce più rapidamente della produttività, il risultato è un Paese
più grande ma non più prospero.
2. Meno pressione verso l'innovazione e la produttività
Quando la manodopera è facilmente reperibile grazie a una
migrazione non controllata, viene meno la necessità di colmare i colli di
bottiglia aziendali migliorando l’efficienza dei processi. In queste
condizioni, il sistema economico tende a rinviare interventi più impegnativi,
come la digitalizzazione, l’automazione di attività, la riorganizzazione del
lavoro e il rafforzamento della formazione del personale. Ne deriva un rallentamento della crescita della
produttività, che rappresenta la principale fonte di aumento del benessere
economico nel lungo periodo.
3. Un fabbisogno di manodopera autoindotto
L’immigrazione contribuisce a ridurre i colli di bottiglia
nel mercato del lavoro, ma allo stesso tempo genera nuova domanda: più abitanti
richiedono più servizi, più logistica, più sanità, più trasporti, più
amministrazione. Un elemento rilevante che si aggiunge, è che solo circa la
metà delle persone che arrivano in Svizzera svolge un’attività lavorativa.
L’altra metà è composta da persone non attive (ricongiungimenti familiari,
studenti, richiedenti asilo, pensionati). Una parte significativa della crescita
demografica non contribuisce direttamente all’offerta di lavoro, pur aumentando
la domanda di servizi e quindi il fabbisogno di personale. Il risultato è un fabbisogno di manodopera autoindotto dal
modello stesso di crescita, creando dipendenza da nuova immigrazione.
4. Le «spese di riempimento» di un modello che rincorre la crescita
Quando la popolazione cresce, una parte degli investimenti
pubblici e privati è destinata a rafforzare capacità e infrastrutture
esistenti: abitazioni, scuole, ospedali, reti di trasporto, impianti di
depurazione. Questi investimenti servono principalmente a mantenere il livello
di qualità dei servizi esistenti per una popolazione più numerosa, senza
generare aumenti di qualità e produttività. Si tratta quindi di costi, che
assorbono risorse altrimenti destinabili a innovazione, digitalizzazione e
modernizzazione.
5. Costi marginali crescenti in un territorio già saturo
In Svizzera, ogni nuovo abitante comporta costi marginali
crescenti per infrastrutture, servizi e alloggi. Il territorio è limitato da
vincoli geografici e ambientali, e già densamente utilizzato. Quando lo spazio
a disposizione è scarso, non è più possibile costruire nuove infrastrutture o
nuovi quartieri in aree inutilizzate: occorre quindi potenziare e densificare
ciò che già esiste, spesso in contesti urbani complessi. L’ampliamento di linee ferroviarie, ospedali, nodi stradali
e la creazione di nuovi alloggi richiede gallerie, sopraelevazioni, cantieri
sotterranei, demolizioni, ricostruzioni e misure di mitigazione ambientale,
generando costi molto elevati. Le soluzioni diventano sempre più tecniche, più
costose e più lente. Si manifestano così diseconomie di scala: oltre una certa
soglia, ogni persona aggiuntiva costa più della precedente.
Conclusione
Il modello di crescita basato sull’espansione demografica
presenta costi crescenti e benefici decrescenti. Per orientare la Svizzera
verso una crescita fondata su produttività, innovazione e migliore formazione è
coerente votare Sì all’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni (Iniziativa
per la sostenibilità)».
Nicolò Ghielmini, Presidente Giovani UDC Ticino

