Tessa Prati
30km/h: SÌ a quartieri vivi e sicuri
Redazione
18.09.2025 09:54

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il
28 settembre non si voterà per una città tutta a 30 km/h, ma per estendere la
moderazione della velocità in alcuni quartieri residenziali. L’obiettivo:
strade più vivibili e indicazioni chiare, senza toccare le principali arterie
di traffico.
Oggi in molte zone di Lugano la velocità
è già ridotta di fatto: parcheggi laterali e incroci frequenti scoraggiano la
corsa e nelle zone residenziali le auto viaggiano spesso attorno ai 30 km/h a
prescindere dai limiti. L’introduzione delle nuove zone 30 e le due zone 20 non
stravolgeranno quasi nulla: si tratta di poco meno di quaranta chilometri
aggiuntivi sugli oltre duecento percorribili tra strade comunali e cantonali.
La proposta non nasce dal nulla, ma dalle richieste avanzate negli anni dalle persone
che abitano i quartieri, ossia strade più tranquille e sicure. Va anche detto
con chiarezza che le principali arterie cittadine resteranno a 50 km/h. Lì dove
serve, la fluidità continuerà a esserci.
La posta in gioco è quindi la qualità
della vita nei quartieri. Moderare la velocità significa meno traffico
parassitario e, in parte, meno rumore nei quartieri; significa creare corridoi
lenti e continui per raggiungere scuole, case per anziani e negozi. Non tutti
vivono davanti a questo tipo di servizi, ma tutti devono poterci arrivare in
sicurezza. È la differenza tra poter lasciare andare un bambino in bicicletta
senza troppa paura, o costringerlo a essere sempre accompagnato; tra un anziano
che attraversa la strada per andare a fare la spesa con calma, o che si sente
pressato dalle auto; tra un quartiere dove spostarsi a piedi o in bici è
naturale e uno dove si sceglie l’auto anche per 500 metri perché il contesto
non invita a fare diversamente.
A chi teme che “saranno solo multe e
ritiri di patente” va ricordato che gli automobilisti non sono una categoria a
parte: siamo le stesse persone che, in momenti diversi – chi più e chi meno –
guidano, camminano, pedalano, accompagnano i figli o vanno a trovare i nonni.
Mettere in opposizione “automobilisti” e “pedoni” è una forzatura. Perché chi
guida dovrebbe avere più diritti degli altri? Condizioni chiare e uguali per
tutti non puniscono: rendono la convivenza nelle strade più semplice ed
equilibrata.
In sintesi: non un principio astratto, ma
una scelta concreta e mirata. Dire sì significa scegliere quartieri più sereni,
più sicuri e più vivibili: una città che non mette cittadini e cittadine in
competizione, ma costruisce convivenza negli spazi di vita quotidiana.
Tessa Prati - Co-presidente PS Lugano, Gran consigliera

