Fabio Käppeli
3 Castelli, una Fortezza
Redazione
14.09.2026 17:17

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il 27 settembre le cittadine
e i cittadini di Bellinzona sono chiamati a decidere sul futuro della “Fortezza”,
il complesso di Castel Grande, Montebello, Sasso Corbaro, Murata e Cinta
muraria che nel 2000 l'UNESCO ha inserito nella lista del Patrimonio mondiale
dell'umanità. È l'unico esempio ancora esistente e visitabile in tutto l'arco
alpino di architettura fortificata medievale di questo genere: un patrimonio
che appartiene a tutti noi, ma che dobbiamo anche saper valorizzare.
Da 26 anni la nostra Città
porta con orgoglio “il marchio” UNESCO, ma non abbiamo ancora saputo tradurlo
in un'offerta museale e quindi culturale e turistica degna di questo
riconoscimento. Anzi, diciamolo pure, in pochi hanno visto o ricordano la
mostra permanente attuale, superata da decenni di tecnica espositiva e per
nulla coinvolgente.
Il progetto in votazione
serve esattamente a colmare questo divario: rinnovare gli allestimenti sul
nostro passato, crearne uno sull’evoluzione dei Castelli nel tempo, aprire
nuovi spazi, offrire un’esperienza immersiva sulla vita medievale all’interno
della Murata, nonché migliorare i percorsi e l'accoglienza, anche attraverso lo
studio di un sistema di risalita meccanizzato verso Montebello.
Non si tratta di un
capriccio estetico, ma di un investimento che può diventare un vero volano per
il rilancio turistico di Bellinzona, posizionandosi in modo complementare al
resto dell'offerta cantonale, in particolare – con i musei – per la tanto
evocata destagionalizzazione. Una Fortezza più viva e più ricca di contenuti
significa più visitatori tutto l'anno, e quindi più indotto per alberghi,
ristoranti e commerci del centro storico. Ma soprattutto, un bene più
interessante e di cui andare ancora più fieri per noi bellinzonesi.
I numeri parlano chiaro: su
un investimento complessivo di circa 19 milioni di franchi, la Città partecipa
con “soli” 4,5 milioni a cui si aggiungono 3,5 milioni di contributo
aggregativo. Il resto arriverebbe da Confederazione, Cantone e fondazioni
private, e scusatemi se ci tengo a sottolineare che, di questi tempi, si tratta
di un risultato per nulla facile da raggiungere. Sono risorse destinate a
questo progetto: se non le utilizziamo ora, le perdiamo, mentre altre città
svizzere e ticinesi stanno investendo decine di milioni sul proprio patrimonio
culturale. Per Bellinzona è anche una questione di credibilità e di voler giocare
un ruolo da protagonista nel panorama nazionale.
È altrettanto importante
sgombrare il campo da alcuni equivoci. Non si vota sul nome: i Castelli
continueranno a chiamarsi Castel Grande, Montebello e Sasso Corbaro, la
Fortezza ne è semplicemente l'insieme. Il complesso rimane proprietà del
Cantone: nulla viene venduto, nulla viene privatizzato. La Fondazione per una
gestione condivisa? Un tema su cui il Consiglio comunale dovrà esprimersi in
futuro per la sua eventuale costituzione. E la Corte interna di Castel Grande
resterà accessibile gratuitamente per i Bellinzonesi.
Gli introiti portati dai
visitatori grazie ai nuovi sistemi di accesso torneranno direttamente ai
Castelli, finanziando mostre, animazioni ed eventi, con benefici anche per la
popolazione, non solo per i turisti.
Bellinzona ha la fortuna di
custodire un patrimonio unico. Sta a noi decidere se lasciarlo come oggi,
sottoutilizzato rispetto al suo reale potenziale e finanziato solo dai
contribuenti, o dargli finalmente la cura e la visibilità che merita, a
beneficio dell'intera Città. Per queste ragioni, invitiamo a votare Sì al
progetto di valorizzazione del patrimonio UNESCO di Bellinzona.
Fabio Käppeli, Vicesindaco Città di
Bellinzona, Capo dicastero Finanze, economia e sport

