Piergiuseppe Vescovi
28 settembre: un voto per chiarezza, equità e responsabilità
Redazione
11.09.2025 06:23

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Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato e i Comuni
polo hanno avviato la campagna per il voto del 28 settembre. Purtroppo, invece
di aiutare i cittadini a orientarsi, si tenta di confondere le acque: nello
stesso calderone finiscono le due iniziative popolari sulla cassa malati (una
della Lega, l’altra del PS) e persino la votazione federale sull’abolizione del
valore locativo, che non c’entra nulla.
A complicare il quadro, sono poi state diffuse
anticipazioni sul Preventivo cantonale 2026, con un deficit previsto di 100
milioni. Il messaggio implicito è chiaro, “non ci sono soldi”, dunque i
contribuenti devono solo pagare e star buoni, anche di fronte a una palese
ingiustizia fiscale, quella sollevata dalla Lega, che è finalmente tempo di
correggere. Un atteggiamento che tradisce un minimalismo politico
sconcertante.
Iniziamo col dire che entrambe le iniziative
non porranno purtroppo alcun rimedio ai gravosi costi della salute: questo è un
campo dove le leggi economiche non funzionano ed è chiaramente l’offerta a
determinare la domanda. Finché la politica resterà condizionata dalle potenti
lobby del settore e non avrà il coraggio di reagire, ogni tentativo di riforma
resterà lettera morta.
Venendo alle proposte in discussione per
alleviare le conseguenze dei gravosi premi di cassa malati, abbiamo chiaramente
due visioni opposte.
L’iniziativa del PS propone un tetto massimo del 10% del reddito disponibile per i premi.
Apparentemente allettante, questa promessa è profondamente insostenibile:
sussidiare la differenza costerebbe oltre 300 milioni all’anno e richiederebbe
aumenti fiscali significativi, finendo per gravare ulteriormente sul ceto
medio. Inoltre, creerebbe un sistema di sussidi permanenti, riducendo la
responsabilità individuale e generando aspettative impossibili da sostenere a
lungo termine. Su questo punto vi è ben poco da aggiungere..
La proposta della Lega chiede la deducibilità integrale dei premi di cassa malati. Si tratta
di una misura mirata, sostenibile e di equità fiscale: riconosce che queste
spese obbligatorie non dovrebbero essere tassate e allevia il carico sulle
famiglie, senza creare sussidi indiscriminati né mettere a rischio i conti
pubblici. Un aiuto quindi indiretto, ma significativo.
A livello cantonale il minor gettito, stimato
attorno ai 50 milioni, rappresenta una quota contenuta del bilancio pubblico e
potrebbe essere facilmente compensato con un minimo di razionalizzazione della
spesa: riducendo l’eccessiva burocratizzazione dell’amministrazione, ripensando
in modo più efficiente l’erogazione dei servizi e rivedendo l’ampliamento
continuo delle prestazioni legate a bisogni sociali, spesso sovrastimati.
Per quanto riguarda i Comuni polo, i Sindaci
di Lugano, Bellinzona, Mendrisio, Locarno e Chiasso hanno scelto di fare
campagna contro l’iniziativa della Lega, minacciando aumenti del moltiplicatore
e evocando scenari catastrofici privi di fondamento. Una presa di posizione che
non può che suscitare perplessità se si pensa che, per l’insieme dei Comuni
ticinesi, l’iniziativa comporterebbe infatti un costo di circa 40 milioni, pari
a poco più dell’1% della spesa complessiva.
Eppure, questo gremio cerca di presentarla come insostenibile, pur continuando
– proprio come il Cantone – a rinviare una vera analisi critica delle proprie
uscite. Così facendo, si preferisce sacrificare una misura equa e di buon senso
piuttosto che affrontare con coraggio l’annoso problema degli sprechi
accumulati.
Le città farebbero molto meglio a preoccuparsi dell’iniziativa del PS, che
costa 300 milioni all’anno destinati poi a un continuo aumento. Se il Cantone
fosse costretto a sostenere un onere simile, il barile verrebbe certo in buona
misura scaricato sui Comuni, e allora le difficoltà sarebbero di ben altra
portata.
Il 28
settembre i cittadini sono chiamati a scegliere con lucidità, senza farsi
intimidire da scenari apocalittici o ricatti politici. L’iniziativa della Lega
è equa, sostenibile e offre finalmente un sollievo concreto al ceto medio.
Quella del PS, invece, è ideologica, insostenibile e destinata a trasformarsi
in un boomerang fiscale per la stessa classe media. È il momento di premiare
buon senso e responsabilità.
Piergiuseppe
Vescovi - Economista

