Antonio Leucci
200 anni di navigazione: il Lago Maggiore come spazio comune tra Stati, territori e persone
Redazione
05.01.2026 06:30

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200 anni di navigazione: il Lago Maggiore come spazio comune tra Stati,
territori e persone
Due secoli di navigazione non sono soltanto una ricorrenza storica. Sono il
segno di un legame profondo che unisce territori, popoli e istituzioni sulle
sponde del Lago Maggiore. Il 200° anniversario della navigazione di linea
diventa oggi l’occasione per avviare una grande manifestazione transfrontaliera
che coinvolge Italia e Svizzera, il Canton Ticino, la Lombardia e il Piemonte:
Stati e regioni diversi, ma da sempre uniti dall’acqua e dalle scie delle
sue navi.
Questo bicentenario nasce per ricordare le navi, certo, ma soprattutto le
persone. Uomini e donne che hanno dedicato la propria vita – e in alcuni casi
l’hanno persa – al servizio pubblico di linea tra Sesto Calende e Magadino,
garantendo collegamenti, lavoro, sicurezza e continuità alle comunità
rivierasche. La navigazione non è mai stata solo un mezzo di trasporto: è stata
un servizio essenziale, un presidio sociale, un ponte quotidiano tra le sponde.
Simbolo forte di questo anniversario sarà il ritorno in acqua del piroscafo Piemonte,
varato nel 1904 e costruito dagli storici cantieri Escher Wyss di Zurigo. Una
nave che rappresenta la grande tradizione industriale e tecnologica europea
applicata alla navigazione interna. Il suo fischio, durante i vari eventi del
bicentenario, unirà idealmente le tre sponde del lago, diventando un richiamo
sonoro alla memoria condivisa e all’identità comune del Verbano.
Ma il 200° anniversario non è soltanto celebrazione: è anche riflessione.
Riflessione sulla navigazione come industria viva, capace di generare
lavoro diretto, indotto economico, competenze e attrattività turistica. Una
navigazione che facilita gli spostamenti quotidiani dei residenti e allo stesso
tempo offre ai visitatori un modo sostenibile, lento e autentico di vivere il
lago.
Allo stesso tempo, questo anniversario invita a interrogarsi sul futuro. La
navigazione funziona davvero solo se è trasparente, vicina al territorio e costruita
insieme. Insieme alle istituzioni, alle imprese, ai lavoratori,
ai comuni rivieraschi e alle comunità locali. La collaborazione tra tutti gli
attori è la condizione necessaria perché il sistema sia efficiente, credibile e
riconosciuto come bene comune.
In questo contesto si inserisce Verbano 26, che non vuole essere
solo un evento celebrativo, ma una possibile scintilla. Una
scintilla capace di accendere un processo di unione territoriale più ampio, che
superi confini amministrativi e nazionali, valorizzando ciò che già esiste: una
storia condivisa, un paesaggio unico e una cultura comune della navigazione.
L’obiettivo, guardando avanti, è ambizioso ma concreto: arrivare a una vera
unione dei territori del lago per presentarsi verso l’esterno con un’identità
forte e riconoscibile, un brand unico: Lago Maggiore. Un nome
capace di raccontare al mondo non solo una destinazione turistica, ma un
sistema territoriale coeso, sostenibile e profondamente legato alla sua storia.
Dopo 200 anni, la navigazione continua a indicare la rotta grazie alle
persone che ogni giorno la rendono possibile: capitani, motoristi, timonieri,
marinai e addetti di terra. È a loro che Verbano 26 dedica questo
bicentenario, riconoscendo il valore umano e professionale che da due secoli
tiene unito il Lago Maggiore.
Antonio Leucci, Presidente dell'Associazione Verbano 26

