Lorenzo Quadri
13esima AVS: un ultimo appello
Redazione
25.02.2024 08:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Domenica prossima, 3 marzo,
saremo chiamati a votare sulla tredicesima mensilità AVS.
Secondo uno studio realizzato
da Pro Senectute nel 2022, in Ticino il 30% degli anziani vive sotto la soglia
di povertà. Le persone con l’AVS minima sono numerose. E, se per qualche motivo
non hanno diritto alla prestazione complementare (PC) - magari perché
proprietari di una casetta o di un terreno - si trovano in grosse difficoltà.
Dal 2022 ad oggi la situazione è chiaramente peggiorata, tra esplosione dei
premi di cassa malati ed aumenti dei prezzi e delle bollette energetiche. Allo
stato attuale, la 13a AVS è una compensazione del rincaro.
Ulteriore aggravante. La
Confederazione, per risparmiare sulle prestazioni complementari, ha introdotto
una serie di misure dissuasive e restrittive.
Come la rendita AVS, anche una
sua tredicesima mensilità andrebbe a tutti, compresi dunque i ricchi. Questo è
vero. Ma è altrettanto vero che i ricchi hanno pagato (rispettivamente
pagheranno in futuro) molti più soldi, sottoforma di contributi, di quelli che
riceveranno come rendita, essendo quest’ultima plafonata (quella massima è di
2450 franchi al mese; 3675 per le coppie). Di conseguenza, non è uno scandalo
se pure loro riceveranno una mensilità più.
E’ per contro falso che la 13a
AVS metterebbe a rischio la solidarietà tra generazioni. Infatti i giovani (che
figurano in abbondanza sui cartelloni del No) un giorno diventeranno vecchi, e
quindi beneficeranno anche loro della tredicesima mensilità; tra l’altro, i
contributi salariali vengono prelevati anche sulla tredicesima.
Terrorismo mediatico
Quanto alla situazione finanziaria
dell’AVS, è meno tragica di quanto ci viene raccontato. Le riserve attuali sono
di 50 miliardi di franchi, che diventeranno 70 entro la fine del decennio. Nei
prossimi anni si prevedono utili compresi tra i 3 ed i 4 miliardi.
Gli scenari apocalittici su
incrementi dell’IVA o aumenti dei contributi per pagare la tredicesima AVS sono
sostanzialmente frutto di terrorismo politico. Ma soprattutto, non c’è alcun
automatismo. Simili provvedimenti dovranno in ogni caso essere approvati dal
parlatoio federale e poi, in caso di referendum, dal popolo. Se ciò non accadrà
lo Stato – non disponendo di entrate extra - dovrà finalmente usare i soldi dei
cittadini a vantaggio di questi ultimi. I finti rifugiati costano, alla sola
Confederazione, oltre 4 miliardi all’anno: ossia come la 13a AVS. Si trovano
miliardi per gli aiuti allo sviluppo, miliardi per regali all’estero di vario
tipo, miliardi per l’Ucraina, e il CF vuole pure sottoscrivere un accordo
istituzionale con l’ UE che prevedrà (tra le altre aberrazioni) pagamenti
miliardari ricorrenti a Bruxelles. Anche i miliardi per salvare Credit Suisse
ci sono. Però per rendere un po’ più dignitosa l’esistenza di tanti anziani che
hanno lavorato tutta la vita… “gh’è mia da danéé”? Siamo seri! Dov’è la
credibilità della politica?
Non dimentichiamoci nemmeno dei
soldi della Banca nazionale, che sono di proprietà dei cittadini.
Comunque, per finanziare la 13a
AVS basterebbe un aumento dei prelievi salariali dello 0,4%: ed oltre il 90%
dei lavoratori, una volta in pensione, avrebbe da guadagnarci.
Chi va all’estero
Altra obiezione sollevata: la
13a AVS la riceverebbero anche i pensionati svizzeri all’estero. Prima di
tutto, tanti degli svizzeri che compiono questa scelta lo fanno perché in
patria, con la pensione, faticherebbero a tirare a campare. Questo dimostra che
c’è un problema a livello di rendite – e che quindi la 13a AVS è necessaria.
Inoltre, volendo fare un discorso cinicamente contabile, questi pensionati che
si sono trasferiti all’estero hanno fatto un favore alle casse pubbliche: se
fossero
rimasti qui, infatti,
verosimilmente avrebbero ottenuto la PC, ed in più, in quanto “cattivi rischi”,
avrebbero pesato sui premi di cassa malati.
Oggettivamente fastidioso è il
fatto che la 13a AVS la prenderebbero anche i pensionati stranieri trasferitisi
all’estero, ad esempio quelli che sono tornati nel paese d’origine. Questa
situazione può tuttavia essere corretta dal parlamento in sede di
concretizzazione dell’iniziativa. Infatti in quest’ambito le Camere federali hanno
ampio margine di manovra.
In conclusione
In Ticino ci sono tanti, troppi
pensionati che tirano la cinghia. Negli ultimi anni, tra esplosione dei premi
di cassa malati, rincari e tagli alla PC, il loro numero è aumentato. La 13a
AVS messa in votazione non è la soluzione perfetta: la Lega proponeva un
modello diverso. Ma è ciò che oggi passa il convento. Non facciamoci
turlupinare: se dovesse venire bocciata, non arriverà alcuna variante
migliorativa o mirata. Semplicemente, non arriverà nulla!
Lorenzo Quadri, Consigliere
nazionale della Lega dei Ticinesi

