GRAZIANO BESANA
13esima AVS: sì perché un’alternativa non arriverà mai.
Redazione
26.02.2024 15:52

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Manca
poco ormai alla votazione sull'iniziativa per una 13ma mensilità AVS. Non passa
giorno che esponenti PLR e UDC accusino i sostenitori di utilizzare la
manipolazione emotiva dipingendo gli anziani come il segmento più povero della
popolazione. A sostegno della loro tesi, presentano opinabili prove statistiche
che suggeriscono che una parte significativa dei pensionati è finanziariamente
soddisfatta. Non mancano di sottolineare un ipotetico onere finanziario
derivante dall'attuazione del 13ma AVS.
L'iniziativa
è criticata per il modello di distribuzione proposto, in base al quale coloro
che necessitano di ulteriore sostegno potrebbero tanto quanto coloro che sono già
finanziariamente stabili. Ciò è visto come un difetto nella progettazione e le
esternazioni si concludono solitamente dichiarando opposizione all'iniziativa,
etichettandola come irresponsabile e miope piuttosto che come un autentico
sforzo a sostegno degli anziani.
Ora,
sebbene sia riconosciuto che non tutti gli anziani sono poveri, è fondamentale
riconoscere che la povertà tra gli anziani è un problema reale che deve essere
affrontato. Anche se una parte dei pensionati è fortunatamente ancora soddisfatta,
una crescente e significativa minoranza ha indiscutibilmente difficoltà ad
arrivare a fine mese.
Sebbene i costi iniziali per l’attuazione della 13ma AVS
potrebbero aumentare, ci sarebbero indubbiamente benefici sociali a lungo
termine in materia di riduzione della povertà degli anziani e della promozione
del benessere sociale con una conseguente crescita economica.
È vero
che il modello di distribuzione avrebbe potuto essere perfezionato, ma l’idea
fondamentale di fornire ulteriore sostegno ai pensionati, soprattutto a quelli
con redditi più bassi, rimane indiscutibilmente valida.
Alla
stregua della crescita incontrollata dei premi della Cassa Malati e della
riduzione delle rendite del 2° pilastro, anche il tema AVS è sul tavolo da
circa 15 anni. PLR e UDC si sono ben guardati dal chinarsi seriamente ed
approfonditamente sulla questione in modo da apportare soluzioni tempestive ed
efficaci per garantire che coloro che ne hanno più bisogno ricevessero
un’assistenza adeguata.
Affrontare
la povertà degli anziani non è solo una questione di equità generazionale, ma
anche di responsabilità sociale. Investire nel benessere dei cittadini più
anziani può avere effetti positivi a catena per tutta la società, sia per la coesione
sociale che per l’economia.
Invece
di una conclamata opposizione ideologica, un approccio più costruttivo avrebbe permesso
di perfezionare l'iniziativa. Si sarebbero potute affrontare le preoccupazioni
relative ai costi, alla distribuzione alle fasce più bisognose, alla
sostenibilità a lungo termine.
Per
questo noi di AVANTI con Ticino&Lavoro crediamo in un dibattito aperto, non
dogmatico, pragmatico, costruttivo e libero da condizionamenti. Per il bene
comune crediamo che sia il momento di superare la dialettica tra destra e
sinistra che non porta a nessuna soluzione rispetto ai problemi complessi che
viviamo. Un'ostinata visione unilaterale non riesce a dare risposte utili e
soluzioni concrete a tutte le cittadine e i cittadini, anche a livello
comunale.
Graziano Besana, candidato al Consiglio Comunale di Lugano per Avanti con Ticino&Lavoro

