Matteo Buzzi
10 milioni: un minestrone di contraddizioni
Red. Online
19.05.2026 14:44

Foto: ©CdT/Chiara Zocchetti
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La crescita della popolazione in Svizzera
negli ultimi decenni è dovuta per ca. l’80% alla forza lavoro chiamata
dall’economia e dai servizi pubblici (incluso il ricongiungimento famigliare),
per ca. il 15% a studenti o altre persone senza attività lucrativa e per ca. il
5% ai richiedenti d’asilo.
Gran parte dell’aumento della popolazione è
quindi da ricondurre ai bisogni delle aziende che creano posti di lavoro in un
contesto di crescita economica. Le nuove aziende sono attirate in particolare
da una fiscalità molto favorevole. Ecco l`aperitivo, la prima evidente
contraddizione UDC legata alla sua iniziativa: da un lato vuole limitare la
popolazione ad un massimo di 10 milioni e dall’altro con la sua politica
fiscale e il suo credo nella crescita economica neoliberista vuole attrarre
nuove aziende e quindi richiamare dall’estero forza lavoro. Senza una profonda
rimodulazione della fiscalità su base qualitativa e un orientamento della
crescita economica, in un contesto di crescita della popolazione mondiale sarà
praticamente impossibile ridurre l`aumento della popolazione svizzera. La
probabile reintroduzione del disumano statuto dello stagionale, che impediva ai
lavoratori e alle lavoratrici di ricongiungersi con i loro famigliari, potrà
aiutare a limitare la crescita solo temporaneamente, rischiando però di
penalizzare fortemente l`attrattività per quelle figure professionali
assolutamente necessarie (pensiamo ad esempio nel settore ospedaliero).
Ma il minestrone di argomenti in brodo
contraddittorio non finisce qui. L`UDC negli ultimi decenni più che per una
politica della sostenibilità si è infatti distinto per aver bocciato quasi
tutte le proposte per migliorare la qualità di vita (pensiamo solo ad
inquinamento e rumore), per ridurre il tasso di cementificazione con una
incisiva pianificazione e protezione del territorio, per promuovere una vera
mobilità sostenibile che possa ridurre il traffico, per orientare la politica
energetica verso più efficienza e rinnovabile e per una politica degli alloggi
a pigione moderata. Che ora riprenda queste problematiche asserendo che la sua
iniziativa ne sia una risposta ha il gusto di una presa in giro. Proprio
seguendo le ricette UDC, anche con solo 9 milioni di abitanti, queste
problematiche sarebbero ulteriormente peggiorate.
Se poi infine UDC e LEGA aggiungono sul minestrone pure i crostini croccanti
fuori ma ammuffiti dentro, affermando che l`iniziativa avrebbe effetti positivi
in Ticino quando da noi la popolazione è praticamente stabile o solo
leggermente in crescita e sottacendo il dato di fatto che una volta raggiunto
il limite ad aumentare sarà il numero di frontalieri (non toccati
dall’iniziativa), la cena indigesta è servita. Evitiamo il mal di pancia e
votiamo un chiaro No.
Matteo Buzzi, deputato in Gran
Consiglio Verdi, Locarno

