Marco Romano
1° agosto 2023 - Allocuzione
Redazione
01.08.2023 20:00

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
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Ringrazio le Autorità comunali per questo invito. È sempre un piacere
ritrovarsi, stare insieme, in comunità, ancora di più quando si celebra un
evento importante: oggi la nostra Festa nazionale, il 1° agosto!
Saluto tutte le persone presenti. Cittadine e cittadini -domiciliati, ospiti e
villeggianti- tante individualità, ognuna di voi con la propria storia
individuale, ma tanti, qui questa sera, perché parte di un’associazione, una
organizzazione, una istituzione, una filarmonica, società sportiva o un
gruppo che anima, gestisce, opera, vive la comunità locale: sia essa
Caslano, il Malcantone o un’altra realtà.
L’associazionismo -basilarmente fondato sul volontariato, l’impegno civico
e una struttura democratica/partecipativa- è un elemento chiave della
Svizzera. Oggi dobbiamo celebrare e celebriamo anche questo. La
Svizzera delle associazioni e delle organizzazioni, degli enti che uniscono
e aggregano. La Svizzera di chi si unisce in un’attività collettiva. La
Svizzera di chi si unisce per fare e dare alla comunità. Questo genera e
mantiene vive l’identità e l’appartenenza.
Grazie e auguri a voi. Auguri a noi tutti che viviamo e alimentiamo lo spirito
dello stare insieme in comunità, del dare alla comunità su vari fronti e in
vari ambiti! Nulla di costrittivo, imposto da terzi, burocratico o centralista,
ma migliaia di realtà uniche, democratiche, coinvolgenti e quindi
identificanti.
Prima di tornare su questa tematica che mi sta molto a cuore, möchte ich
zu Beginn auch alle deutschsprachigen Gäste begrüssen, die sich
entschieden haben, diesen wichtigen Abend mit der örtlichen
Gemeinschaft zu erleben. Unser Nationalfeiertag ist in erster Linie auch
und vor allem ein Fest der Gemeinschaft. Sie sind heute Abend hier und
das ehrt Sie und uns. Sie haben das Tessin (den schönsten Kanton der Schweiz) für Ihre Ferien gewählt, und dafür sind wir Ihnen dankbar.
Nutzen Sie diese Gelegenheit. Würdigen wir die Schweiz, als eine
Gemeinschaft, in der das Zusammenleben, das Vereinswesen und die
lokalen Gemeinschaften das Gegenmittel, gegen so viele Irrgänge sind,
die wir um uns herum und in der Welt sehen.
Il 1° di agosto, quale festa della e di comunità, perché la collettività -
autodeterminata e quindi sovrana- è la base essenziale del nostro Stato.
Abbiamo una popolazione estremamente eterogenea e variegata.
Fondamentalmente, non esiste il DNA del vero o buon svizzero. Per
fortuna dico io: i Paesi del “tutti uguali”, della “dottrina di Stato”, del “vero
cittadino” e “del tutti chiusi su sé stessi” sono disgrazie. Noi, siamo un
Paese piccolo, aperto al mondo, complesso e globalmente vincente. Non
esiste il vero svizzero, perché siamo Svizzera e quindi svizzeri dal
momento in cui scegliamo di vivere e di impegnarci, ognuno nel suo
ambito, per qualcosa che sta sopra il “noi stessi”: l’altro, la comunità, il
Paese; in maniera libera, volontaria e democratica.
Il federalismo e la sussidiarietà garantiscono poi ampio margine di
responsabilità e azione, penso ai Comuni e alle comunità locali. Qui,
decine di migliaia di associazioni, organizzazioni, club sportivi, patriziati
ed enti benevoli gestiscono le attività più disparate; nel pieno spirito
elvetico di milizia. Fermiamoci un momento, pensiamo a tutto quanto fate
e avete fatto; ai vostri parenti, conoscenti e vicini di casa. Quante attività
accanto alla professione? Signore e signori, siete (siamo) una forza
incredibile di individualità che si uniscono per fare, per dare, tempo,
competenze, passione e amicizia alla comunità.
Penso sia l’immagine più bella che un Paese vivo possa dare. Quando
penso alla Svizzera, penso a questo. Non è scontato. È scritto anche nella
cupola di Palazzo federale, con il motto in latino Unus pro omnibus, omnes
pro uno ("Uno per tutti, tutti per uno"). Così è nata la Svizzera e così vive
ancora oggi. Un’identità collettiva che valorizza la pluralità, che non ha un
solo colore o una sola lingua, che non impone un protocollo del “buon
svizzero”, ma che mostra in ogni angolo del Paese come la collettività,
spesso prima o accanto allo Stato, si fondi su tante individualità unite e
impegnate per la comunità.
Non è solo un’immagine, è una capacità produttiva dal valore monetario e
sociale inestimabile. Pensiamo se dovessimo pagare al valore di costo
tutto quanto produce l’associazionismo; il Paese si fermerebbe e
romperebbe. Ed è proprio dove queste dinamiche si rompono che la
comunità si disgrega, l’individualismo galoppa, le diversità si amplificano
e si scontrano, il debole è spinto al margine, ci si dimentica di essere
comunità e si perde lo spirito collettivo. L’identità individuale è unica e va
preservata, ma quella di uno Stato è l’immagine di una collettività, di un
legame di tanti individui, uno spirito di appartenenza e quindi identitario.
Senza spirito e attività di comunità si rompono meccanismi che spesso
oggi relativizziamo. Guardiamo a cosa è successo negli ultimi mesi in
Francia (agli scontri tra giovani e tra comunità), alla ghettizzazione in molti
Paesi europei, a grandi città con quartieri in cui prevalgono il disagio
sociale e la povertà senza che lo Stato possa dare risposte e dove i
meccanismi collettivi si sono rotti. Senza dimenticare la crescente
violenza, in primis giovanile, che segna la vita di troppi giovani anche nel
nostro Paese.
Sono fermamente convinto che laddove abitano dinamiche di
associazionismo, di collettività vissuta attivamente, di prossimità e
condivisione anche nelle differenze, questi fenomeni pericolosi, tragici e
distruttivi trovino meno terreno fertile e spesso si possano anche
annullare. Dove c’è un vicino, una famiglia, un’associazione o
un’organizzazione che riunisce, anima e aiuta, c’è maggiore forza di fare
fronte alle difficoltà e sfide. Di risolvere problemi individuali e collettivi e
uscire da conflitti. Non perdiamo questa grande risorsa, questo elemento
collante che non è il DNA dello svizzero, ma il DNA della Svizzera.
Oggi, in ogni angolo del Paese si parla di valori e simboli, tutti elementi
chiave che viviamo l’intero anno. Responsabilità, libertà, solidarietà,
impegno civico, dedizione, stabilità e lealtà sono l’essenza del nostro
operare quotidiano a favore della comunità, della vostra presenza questa
sera qui in piazza. Questa è la Svizzera che dobbiamo festeggiare e
ringraziare; oggi e tutto l’anno.
Avviandomi verso la conclusione, signore e signori, sono stimolato anche
dallo stendardo comunale, da quello della filarmonica e dalla nostra
bandiera. Eccoli, questi sono simboli dello stare insieme, sono simboli di
collettività, sono simboli dell’associazionismo e dei valori che lo
contraddistinguono. Anche qui dobbiamo cogliere la giornata odierna per
dire con forza ad una piccola minoranza (che urla tuttavia forte e riceve
grande attenzione) che la maggioranza delle cittadine e dei cittadini
svizzeri e residenti in Svizzera ha a cuore la storia del Paese, ha a cuore
i nostri simboli e i nomi che questa ci ha trasmesso e che oggi definiscono
luoghi, tradizioni, organismi e collettività. Chi vuole cancellare tutto,
cambiare o modificare in nome di un individualismo e relativismo
irrispettosi, si fermi di fronte a una collettività che a larghissima
maggioranza apprezza e ha bisogno di stare insieme, di avere simboli e
valori comuni. Chi nega o vuole cancellare, chi solo protesta e distrugge,
è intollerante ed egoista. La comunità è per sua natura variegata e la
Svizzera ne è esempio vivente su questo globo terrestre. Un modello di
successo perché il collettivo fa più dell’individuo, perché la maggioranza
rispetta e integra la minoranza, perché la democrazia diretta legittima le
decisioni.
Vi ringrazio di cuore per l’attenzione. Vi auguro il meglio nella vita, con un
pensiero a chi sta soffrendo o vive difficoltà. Viviamo attivamente la
Svizzera e aiuteremo cittadine e cittadini a stare meglio; e così starà
meglio l’intero Paese. Non è tutto perfetto, ma viviamo in un Paese
straordinario. Le sfide e i problemi sono grandi, ci sono però anche grandi
opportunità. Se a prevalere saranno la forza e l’impegno delle comunità
locali, avremo maggiore potenziale per dare alle prossime generazioni la
Svizzera che si meritano.
W Caslano, W il Ticino e W la Svizzera. Buon 1° agosto!

