Claudia Crivelli Barella
La delusione e la speranza dei Verdi
Redazione
06.04.2023 10:24

Foto: ©Gabriele Putzu
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In politica vince chi sa comunicare entusiasmo. L’etimologia
del termine entusiasmo viene dal greco: en, dentro e thèos, dio.
Il dio dentro. Ovvero, essere nel cuore degli dei, o avere gli dei dentro.
Quello dell’entusiasmo non è uno stato d’animo che si riduce ad una semplice
eccitazione partecipe. È qualcosa di estremamente più profondo, potente,
massiccio. È il risvegliarsi di una forza che ci possiede tramite la quale non
c’è meta che non sia a portata di mano, non ostacolo che non possa essere
abbattuto, non collettività che non ne possa essere travolta e coinvolta. È lo
stato d’animo attivo, centrato e sorridente che schiude l’infinita
realizzabilità dei sogni.
Quando ho iniziato il mio percorso politico nei
Verdi, era quello lo stato che percepivo dentro e fuori di me. Da “cambiamo il
mondo” (il piccolo mondo rappresentato dal nostro Ticino), a “eleggiamo Marina
Carobbio per aver una
rappresentante nelle istituzioni”, per me il tonfo è stato troppo alto, ho
perso interesse, e ho sentito la perdita di entusiasmo che si è poi rivelata
nel disinteresse al voto, e nei voti di protesta verso alte piccole formazioni
più temporaneamente convincenti. Non che non abbia grande stima per Marina
Carobbio: ne ho. Ma non ho entusiasmo per singole persone, piuttosto per idee e
per un modo di intendere la vita che sia spirituale oltre che interessato al
benessere materiale.
Noi Verdi siamo testimoni, o depositari, di un sapere di
vita che va aldilà delle lotte su temi concreti come la tutela della
biodiversità, la parità, il rispetto delle minoranze. Siamo consapevoli di
verità scomode, poco spendibili politicamente. Il fatto incontestabile che la
crescita non possa essere continua, e che gravi crisi provengano dalla negazione
di questo fatto. Che l’ottimismo per pochi venga poi pagato dalla sofferenza di
molti. Questa è la mia percezione, che tento di convogliare nella
consapevolezza che il mondo consiste in un continuo mutamento, e che se oggi
non siamo stati in grado di comunicare con efficacia il nostro sapere scomodo;
i lila, in sanscrito i giochi del mondo porteranno altre conformazioni,
che non dobbiamo perdere la speranza, e coltivare la calma e la pace che
porteranno a nuovi entusiasmi.
Dobbiamo preparare le forze, perché i tempi
hanno bisogno di sapere ecologico. Abbiamo le giovani e i giovani, abbiamo la
capacità di rinnovarci dentro e fuori. Dalle delusioni nascono le speranze per
il futuro. Per ora, buon lavoro alla nuova conformazione del Parlamento, un po’
più a destra, un po’ più frammentata. Sono certa che il gruppo dei Verdi saprà
lavorare con la serietà e la correttezza che li ha contraddistinti nella
passata legislatura: forza e coraggio!
Claudia Crivelli Barella, capagruppo uscente dei Verdi in Gran consiglio

