Spazio
La sonda Dart ha deviato l'asteroide Dimorphos
Keystone-ats
27.09.2022 07:23

Foto: © Shutterstock
Si tratta del primo esperimento per difendere la terra da asteroidi minacciosi.
La sonda Dart della
NASA ha colpito Dimorphos, il piccolo asteroide dal diametro di 160 metri, per
deviarne la traiettoria, nel primo esperimento di difesa planetaria, ossia
progettato per difendere in futuro la Terra da asteroidi minacciosi.
L’avvicinamento
Mentre la sonda Dart
si avvicinava al bersaglio, la sua telecamera inviava a Terra immagini sempre
più dettagliate della superficie irregolare e piena di asperità del piccolo
corpo celeste, distante dalla Terra 13 milioni di chilometri. A ogni immagine
ravvicinata l'emozione aumentava nel Centro di controllo della Nasa, fino a
grandissimo applauso che ha salutato l'impatto. In quell'istante il piccolo
satellite LiciaCube, gestito e coordinato dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi)
e realizzato dall'azienda Argotec, si trovava a meno di mille chilometri
dall'asteroide e subito dopo la collisione è entrato in scena come un
fotoreporter cosmico per riprendere il punto in cui è avvenuto l'impatto.
L’inseguimento
"Nei 4 minuti
prima dell'impatto, Liciacube ha iniziato l'inseguimento dell'asteroide guidata
non più dalle traiettorie precaricate a bordo, ma dall'Imaging System, il
sistema di giuda e controllo di assetto basato sulle immagini in tempo
reale", ha aggiunto Pirrotta. La prima finestra di comunicazione con la
Terra è prevista per le 2:15: "nella prima ora si verificherà lo stato del
satellite e il registro di quanto avvenuto. Successivamente - ha detto
l'esperto - si inizieranno a scaricare le immagini".
“Un impatto spettacolare!”
E' stato "un
impatto spettacolare!", ha detto all'ANSA Simone Pirrotta, responsabile
della missione LiciaCube per l'Asi, che ha seguito la missione dal Centro di
controllo di Torino . "La tecnologia di puntamento denominata SmartNav
della sonda Dart ha funzionato alla perfezione. Qui a Torino abbiano seguito
con emozione la fine della missione Nasa, con la consapevolezza che nel
frattempo il nostro piccolo reporter stava documentando un momento storico: la
prima volta che il genere umano modifica lo stato orbitale di un corpo
celeste", ha aggiunto riferendosi al satellite LiciaCube, al quale hanno
partecipato per la parte scientifica Istituto Nazionale di Astrofisica,
Politecnico di Milano, Università di Bologna, Università Parthenope di Napoli e
Istituto di Fisica Applicata 'Nello Carrara' del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (Cnr-Ifac).

