Italia
Il garante della privacy blocca ChatGPT
Redazione
31.03.2023 13:42

Foto: © Shutterstock
A seguito dei problemi relativi alla fuga di dati personali dalla piattaforma ChatGPT avvenuta lo scorso 20 marzo, il garante per la protezione dei dati personali ha bloccato con effetto immediato il trattamento dei dati degli utenti italiani. Ora OpenAI dovrà esporre entro 20 giorni le misure necessarie ad attuare quanto richiesto.
L’Italia dice stop
al trattamento dei dati degli utenti italiani su ChatGPT fintanto che la disciplina
sulla privacy non verrà rispettata. È quanto deciso dal garante per la
protezione dei dati personali, che ha disposto con effetto immediato la
limitazione provvisoria del trattamento dei dati in questione nei confronti di
OpenAI. Lo rendono noto diversi portali d’informazione, dove si legge che l’Autorità
ha contestualmente aperto anche un’istruttoria.
Garante della privacy
ChatGPT è un
software di intelligenza artificiale in grado di simulare ed elaborare
conversazioni umane. Lo scorso 20 marzo questa aveva dovuto fare i conti con
una perdita di dati inerenti le conversazioni degli utenti e le informazioni
relative al pagamento degli abbonati ai servizi a pagamento. Nell’istruttoria
avviata dal garante della privacy, questo ha rilevato la mancanza di un’informativa
destinata agli utenti e a tutti i diretti interessati: sarebbe stato infatti opportuno,
se non necessario, indicare che tutti i dati vengono raccolti da OpenAI. Inoltre
a mancare, sempre secondo il garante della privacy, c’è anche la base giuridica
che giustificherebbe la raccolta e la conservazione massiccia di questi dati privati,
raccolti per istruire gli algoritmi che interessano il funzionamento della piattaforma.
Informazioni personali errate e poco controllo
Le verifiche
effettuate hanno portato a constatare che le informazioni fornite dal software
spesso e volentieri, inoltre, non corrispondono al vero, determinando quindi un
trattamento di dati personali impreciso. A questo problema si aggiunge anche il
mancato controllo dell’utenza: anche se ChatGPT è destinata alle persone dai 13
anni in su, l’Autorità ha evidenziato l’assenza di un filtro che verifichi l’età
degli utenti. Una mancanza che potrebbe esporre i minori a risposte “non
propriamente idonee rispetto alla loro età e autoconsapevolezza”.
E adesso?
La piattaforma OpenAI
dovrà ora comunicare entro 20 giorni le misure intraprese nell’attuazione di
quanto le è stato richiesto dal garante. La pena è traducibile in una sanzione
fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo.

