USA
Trump sceglie il silenzio
Keystone-ats
10.08.2022 21:18

Foto: © Shutterstock
L’ex presidente Usa si è avvalso della facoltà di non rispondere durante un interrogatorio per l’inchiesta sulla Trump Organization
Donald Trump, per una
volta, sceglie il silenzio. L'ex presidente statunitense interrogato dalla
procuratrice generale di New York Letitia James nell'ambito di un'inchiesta
sulla Trump Organization ha invocato il quinto emendamento della costituzione
degli Usa e si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Una scelta a
sorpresa, in passato criticata platealmente dallo stesso tycoon in un dibattito
elettorale contro Hillary Clinton quando lo definì "l'emendamento dei
mafiosi", scelta che potrebbe persino rivelarsi un boomerang in vista di
una sua candidatura alle presidenziali del 2024 ma che indica come Trump, a
pochi giorni dalla perquisizione della sua residenza in Florida da parte della
polizia federale Fbi, abbia preferito la via della cautela.
"Ho rifiutato di
rispondere alle domande in base ai diritti che sono concessi a ogni cittadino
dalla costituzione americana", ha dichiarato l'ex presidente in un
comunicato pubblicato sulla sua rete sociale Truth (verità) circa un'ora dopo
il suo arrivo alla procura di New York.
“Ho capito perché si sceglie di non parlare”
"Una volta mi è
stato chiesto: 'Se si è innocenti perché invocare il quinto emendamento?' Ora
so la risposta. Quando la tua famiglia, la tua società e tutte le persone nella
tua orbita diventano il bersaglio di una infondata caccia alle streghe motivata
politicamente non si ha altra scelta", ha incalzato Trump che da giorni si
sta dipingendo come la vittima di un sistema corrotto e monopolizzato dai
"radicali di sinistra".
"Se avevo
qualche dubbio al riguardo, questi sono stati spazzati via dal raid dell'Fbi
due giorni prima della deposizione. Non ho altra scelta perché l'attuale amministrazione
e molti procuratori in questo paese hanno perso la decenza morale ed
etica", ha tuonato. Quindi l'attacco personale alla procuratrice James,
con tanto di video di propaganda sulla rete sociale del tycoon, accusata di
essere "razzista" e di aver creato una "piattaforma
politica" per perseguirlo. "Ogni giorno ci sono persone che vengono
uccise a New York e lei passa il suo tempo a cercare di acchiappare
Trump".
L’inchiesta
L'indagine di James è
iniziata nel marzo del 2019 con l'obiettivo di stabilire se l'ex presidente
abbia gonfiato il valore del suo impero immobiliare, dei suoi golf club e dei
suoi hotel per spuntare condizioni finanziarie migliori. È un'inchiesta civile
e quindi non può portare a nessuna incriminazione penale. Tuttavia, e questo è
probabilmente il motivo per cui Trump si è avvalso della facoltà di non
rispondere, il procuratore distrettuale di Manhattan (New York) sta conducendo
un'indagine criminale parallela sugli stessi argomenti e qualsiasi passo falso
da parte del tycoon potrebbe determinarne l'esito.
Una mossa pre elettorale
Certo la scelta del
silenzio potrebbe far sorgere nei sostenitori il dubbio che l'ex presidente
abbia qualcosa da nascondere. Trump lo sa e così, anche nella giornata dedicata
alla sua deposizione a New York, non ha perso l'occasione per alzare il livello
della retorica sul raid dei federali a Mar-a-Lago (Florida). "Speriamo che
non abbiano piazzato prove", ha insinuato il tycoon continuando ad
alimentare la narrazione della cospirazione contro di lui. L'Fbi ha vietato
allo staff e ai legali "di avvicinarsi e assistere al "raid a
Mar-Lago. A tutti è stato chiesto di lasciare la proprietà. Gli agenti volevano
restare soli senza alcun testimone che vedesse cosa stavano facendo, prendendo
o, speriamo di no, piazzando delle prove", ha incalzato. "Perché
hanno insistito a non volere nessuno? Nessun raid c'è mai stato per (gli ex
presidenti degli Usa Barack) Obama o (Bill) Clinton nonostante le grandi
vertenze che avevano".
Intanto emergono
nuovi dettagli sul blitz dei federali in Florida. Per nove ore e mezza, dalle
9.00 alle 18.30, 30 agenti hanno passato al setaccio l'area privata di
Mar-a-Lago, perquisendo l'armadio di Melania e trascorrendo ore nello studio di
Trump. Una ricerca, ormai sembra accertato, mirata a trovare carte e documenti
che l'ex presidente avrebbe portato via illegalmente dalla Casa Bianca. Forse
l'unico reato, di tutti quelli per i quali è indagato, su cui il tycoon rischia
di essere incriminato.

