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Trump: «In Iran la situazione è critica: non se la passano bene»
Ats, Red. Online
22.09.2026 06:23

Foto: ©Mark Schiefelbein
Il presidente USA afferma che le truppe americane hanno «ottenuto ottimi risultati» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
22.09.2026 21:45
Trump: «Witkoff e Kushner hanno incontrato i mediatori iraniani»
Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato i mediatori iraniani. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump.
Witkoff e Kushner hanno incontrato il ministro degli esteri dell'Iran Abbas Araghchi, riporta Axios citando alcuni media iraniani, secondo i quali Teheran ha accettato la richiesta di incontro americana perché aveva la necessità di veicolare le condizioni iraniane per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
«C'è un forte slancio verso un accordo da parte dell'Iran», ha detto Donald Trump incontrando i Paesi del Golfo, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. «Penso che l'Iran farà qualcosa di buono», ha precisato sottolineando che l'incontro di Steve Witkoff e Jared Kushner con i mediatori iraniani è stato «costruttivo».
22.09.2026 21:40
Macron: «A Gaza uno spettacolo che ci fa vergognare tutti»
Il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del suo intervento all'Onu, è tornato a difendere la soluzione a due Stati per palestinesi e israeliani, sottolineando che sarebbe inaccettabile continuare ad «assistere a questo spettacolo che ci fa vergognare tutti» a Gaza e in Cisgiordania senza agire.
«Quale credibilità abbiamo se continuiamo a restare inattivi di fronte a Gaza?», ha esortato il presidente francese, sottolineando che costruire una soluzione a due Stati è la condizione per la «sicurezza di oggi e di domani per Israele e il suo popolo».
Macron ha messo in guardia contro il «ritorno della legge della giungla» nel mondo e ha esortato a restare «fermi al fianco delle Nazioni Unite»: nel corso del suo intervento all'Onu, il presidente ha sottolineato che oggi «la questione che ci viene posta, in termini molto semplici, è se vogliamo vivere in questo stato di natura, con una sorta di ritorno alla legge della giungla, oppure in una società internazionale civilizzata».
«Il nostro dovere, più che mai - esorta il leader francese - è restare fermi al fianco delle Nazioni Unite per decidere insieme, appunto, quale sia l'interesse comune».
Intanto, i social di Gaza rilanciano un video-necrologio pubblicato dalle brigate al Qassam di Hamas per il loro martire Suhaib Khalifa Harb Abu Labad, combattente-bambino di 16 anni ucciso nella guerra il 7 settembre 2025. Il video mostra il miliziano adolescente mentre prende di mira e colpisce con missili anticarro a spalla un tank dell'Idf.
Abu Labad viene indicato come combattente di truppa nel battaglione al-Zeitoun della brigata Gaza. Il nome del 16enne compare anche nell'elenco dell'Osservatorio dei martiri di Gaza.
Secondo fonti di Gaza, riportano i social, «dopo che la sua famiglia era stata uccisa durante la guerra, Abu Labad raggiunse la postazione più vicina delle brigate al Qassam e insistette per unirsi a loro».
22.09.2026 20:28
Trump rivela: «Colloqui tra responsabili iraniani e Usa all'Onu»
Donald Trump ha rivelato che ci sono stati colloqui tra responsabili iraniani e americani a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu in corso a New York.
L'incontro tra responsabili iraniani e americani oggi all'Onu è durato «tre ore», ha precisato il presidente Usa. L'alternativa di Teheran è «l'annientamento» o la «grandezza», ha poi ribadito il presidente americano.
Intanto, Trump si è detto favorevole ad un bando sull'export di diesel americano. Alcuni repubblicani al Congresso hanno chiesto all'amministrazione a imporre un divieto o una sospensione di 90 giorni sulle esportazioni statunitensi di diesel, al fine di dare priorità agli agricoltori e agli autotrasportatori nazionali che si trovano ad affrontare prezzi altissimi a causa della guerra contro l'Iran.
Dal canto suo, il nuovo premier britannico Andy Burnham ha difeso all'Onu - parlando con al fianco il presidente americano Donald Trump - le recenti sanzioni senza precedenti contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania e contro l'invio di armi o componenti militari destinate ai coloni. Iniziativa che Trump, interpellato dai giornalisti britannici a conclusione del primo faccia a faccia con Burnham a New York, ha evitato di criticare, limitandosi a dire di «non conoscere» i particolari dell'iniziativa promossa a inizio settembre da Londra e fatta poi propria da diversi altri Paesi alleati europei e occidentali.
Rispondendo a sua volta ai reporter, Burnham ha spiegato la svolta come una risposta al sostegno del governo di Benyamin Netanyahu a un'espansione «degli insediamenti in Cisgiordania» - sanciti nella loro interezza come illegali da Londra - destinata «di fatto a rendere la soluzione dei due Stati non praticabile». «Non fare nulla, significherebbe erodere ulteriormente la fiducia della gente nella politica» internazionale, ha rimarcato.
Nel contempo, il primo ministro ha sottolineato come il Regno Unito condanni «totalmente gli attacchi di Hamas del 7 ottobre» e intenda contrastare ogni traccia di «antisemitismo ovunque si manifesti». Parole che Trump ha condiviso, elogiandole come «una condanna molto forte».
22.09.2026 19:34
Trump: «L'Iran sta parlando con noi, anche oggi»
«L'Iran sta parlando con noi, lo ha fatto anche oggi». Lo ha detto Donald Trump a margine del bilaterale con il primo ministro britannico Andy Burhnam a New York.
A proposito di quest'ultimo, Trump ha dichiarato che Burnham «sarà un grande premier», sottolineando che ora i rapporti fra Stati Uniti e Regno Unito sono migliori. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, riferendo che il presidente ha ribadito la sua contrarietà all'accordo sulle isole Chagos. «Non lo sostengo», ha messo in evidenza.
Il clima è apparso rilassato e cordiale nel primo faccia a faccia fra il presidente Usa e il nuovo primo ministro britannico, stando alle immagini di Sky News Uk. Burnham ha detto di aver sollevato anche il tema della sovranità britannica sulle Falkland rispetto alle rivendicazione argentine (messa in qualche modo in discussione di recente da Trump); e il presidente-magnate ha da parte sua riconosciuto «il tremendo patriottismo» dei britannici al riguardo.
Il premier britannico ha quindi aggiunto davanti alle telecamere d'aver discusso con il presidente Usa di «commercio» e del suo impegno per «il controllo» dell'immigrazione. Mentre Trump ha elogiato pubblicamente il successore di Keir Starmer come un leader concreto, «a natural business person», che «capisce ciò che deve fare» alla guida del governo del Paese alleato.
22.09.2026 17:31
Trump: «Sono convinto che l'Iran farà l'accordo dopo le midterm»
«Sono convinto che l'Iran farà l'accordo dopo le elezioni» di medio termine. Lo ha detto Donald Trump all'Onu suscitando l'applauso dell'Assemblea Generale quando ha ribadito che Teheran «non avrà mai l'arma nucleare».
«Devo decidere se annientare l'Iran o fare un accordo. E se li devo annientare li annienterò rapidamente», ha aggiunto Trump. «Ma sono convinto che faranno l'accordo dopo le elezioni», ha aggiunto.
Il presidente Usa è tornato a esortare tutti i Paesi a unirsi agli Stati Uniti nell'isolare economicamente l'Iran. Dal palco dell'Assemblea dell'Onu, Trump ha chiesto di fare fronte comune contro l'Iran. Il presidente ha quindi respinto le critiche di chi sostiene che gli Usa non hanno munizioni e armi. «Ne abbiamo e molte», ha detto.
L'America è tornata ed è più forte che mai, ha aggiunto Donald Trump all'Onu. «Il futuro è splendente», ha detto ancora il presidente americano.
«Due anni fa il nostro Paese era morto. Ora siamo nell'età dell'oro. Abbiamo agito con decisione per risolvere i problemi del mondo», fra questi il «fanatico regime dell'Iran. Erano i bulli del Medio Oriente ma ora non lo sono più. Da quando mi sono insediato il mio impegno è stata incrollabile nel non far avere» a Teheran l'arma nucleare, ha sottolineato Trump.
Per quanto riguarda il confitto ucraino, il presidente Usa ha invece dichiarato che «la pace tra Russia e Ucraina si farà prima di quanto si pensi». Sia Kiev che Mosca «non ne possono più», ha aggiunto.
Secondo il presidente statunitense, «Cuba è uno Stato fallito e cadrà». Le sue parole hanno spinto la delegazione cubana in aula ad alzarsi e ad allontanarsi dall'aula dell'assemblea generale.
Dopo l'accordo con Danimarca e Groenlandia «invieremo subito una massiccia presenza militare» sull'isola, ha ancora sottolineato Trump all'Onu definendo l'intesa, che sarà firmata tra poco al Palazzo di Vetro, «straordinaria». Gli Stati Uniti «cominceranno a sviluppare una significativa presenza militare costruendo due basi militari di grande importanza», ha annunciato.
«Le nostre azioni in Venezuela mostrano che non consentiremo che minacce si installino nell'emisfero occidentale e siamo pronti a usare la forza per difendere i nostri interessi», ha dichiarato ancora Trump all'Onu, citando i ripetuti attacchi americani contro le navi della droga. «Il Messico è l'epicentro della violenza dei cartelli. E' inaccettabile per gli Stati Uniti condividere migliaia di chilometri di confine con un territorio controllato da cartelli nemici», ha messo in evidenza.
Tra le altre cose, Trump ha esortato i Paesi a lasciare la Corte penale internazionale. «Un tribunale illegale che non ha alcuna giurisdizione sugli Stati Uniti», ha detto all'Assemblea dell'Onu.
Trump ha invitato tutte le nazioni aderenti alla Cpi a ritirarsi dall'organismo, definendola «fuori controllo». «Gli Stati Uniti si oppongono fermamente all'istituzione fuori controllo nota come Corte Penale Internazionale», ha dichiarato durante il suo intervento all'Assemblea dell'Onu.
Per quanto riguarda l'IA, Trump ha detto che gli Usa «non soffocheranno la crescita dell'intelligenza artificiale». Secondo il presidente americano, la rivoluzione dell'IA è maggiore di quella industriale e bollando come una «bufala» gli allarmismi. Trump annuncia che gli Stati Uniti utilizzeranno ufficialmente il termine «superintelligenza» al posto di «intelligenza artificiale». Il presidente già da giorni parla di «superintelligenza».
Fra i tanti presenti in sala ad ascoltarlo ci sono la first lady Melania Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, l'ambasciatore americano all'Onu Mike Waltz e la capa di gabinetto Susie Wiles.
22.09.2026 16:59
«Esplosioni scuotono la città yemenita di Taiz»
Forti esplosioni hanno scosso la città di Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, secondo quanto riferisce da un corrispondente di Al Jazeera sul posto.
Proprio oggi le autorità di Taiz avevano annunciato di aver innalzato il livello di allerta per la città e di aver dispiegato ulteriore personale di sicurezza.
22.09.2026 16:37
Ripristinare la navigazione a Hormuz, ecco la risoluzione della Francia al Consiglio di sicurezza dell'Onu
La Francia ha iniziato a redigere una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in coordinamento con gli Stati Uniti per istituire una missione internazionale per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz: lo scrive Reuters sul sito citando fonti diplomatiche.
In passato Parigi ha tentato senza successo di elaborare una risoluzione sull'argomento, ma l'ultima iniziativa fa seguito ai colloqui avuti lunedì sera tra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente statunitense Donald Trump a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
22.09.2026 16:20
Il Pakistan e altri sette Paesi islamici chiedono l'attuazione del piano di pace per Gaza
I ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Indonesia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Turchia ed Emirati Arabi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dopo essersi incontrati a New York ieri, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, chiedendo l'immediata attuazione degli impegni previsti dalla prima fase di un piano di pace globale per Gaza, tra cui la fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari, di beni per la ripresa iniziale e il ripristino delle infrastrutture critiche.
Esprimendo profonda preoccupazione per le continue sofferenze umanitarie a Gaza ed esortando Israele ad adempiere agli impegni previsti dal piano, hanno sottolineato la necessità di preservare il cessate il fuoco e porre fine alle violazioni.
La dichiarazione ha condannato quelle che i ministri hanno definito misure volte a consolidare il controllo e l'annessione da parte di Israele - tra cui l'espansione degli insediamenti, la confisca di terre, la demolizione di case palestinesi e le violenze dei coloni - chiedendone la revoca.
I ministri hanno inoltre espresso preoccupazione per le misure che incidono sullo status quo storico e giuridico dei luoghi santi musulmani e cristiani a Gerusalemme, sottolineando che Gaza deve rimanere parte integrante del territorio palestinese e affermando che l'attuazione del piano globale dovrebbe contribuire alla riunificazione della Cisgiordania - inclusa Gerusalemme Est - e di Gaza. I ministri hanno infine accolto con favore le recenti misure adottate dal Regno Unito e i più ampi sforzi nazionali ed europei in risposta all'attività di insediamento israeliana, elogiando, inoltre, il presidente statunitense Usa Donald Trump per la sua leadership e hanno sottolineato quello che hanno definito il ruolo indispensabile degli Stati Uniti nell'attuazione del piano globale.
22.09.2026 16:03
«Trump vuole incontrare gli iraniani se ci sono le condizioni giuste»
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che gli piacerebbe incontrare i funzionari iraniani se «le condizioni sono giuste». Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali il presidente Usa potrebbe incontrare gli iraniani a margine dell'Assemblea dell'Onu insieme ai suoi consiglieri. Al momento, comunque, non c'è nulla in programma.
Intanto, quasi 1'400 detenuti di un carcere libanese sono in sciopero della fame da 11 giorni in seguito alla sospensione dell'amnistia generale approvata ad agosto di cui avrebbero dovuto beneficiare, secondo quanto riferisce una fonte giudiziaria.
Il Parlamento ha approvato una legge di amnistia di ampia portata il 12 agosto, la prima dal 1991, anno della fine della guerra civile. Migliaia di detenuti, tra cui islamisti, avrebbero dovuto beneficiarne, ma la sua attuazione è stata sospesa dal 10 settembre a seguito di un ricorso al Consiglio costituzionale che, incaricato di verificare la costituzionalità delle leggi, dovrebbe emettere la sua decisione il mese prossimo.
Secondo la stessa fonte giudiziaria, la direzione del carcere monitora quotidianamente le condizioni di salute dei detenuti in sciopero, 80 dei quali soffrono di malattie croniche. Coloro le cui condizioni dovessero peggiorare saranno ricoverati in ospedale, ha assicurato la fonte. I parlamentari che hanno promosso la legge sull'amnistia l'hanno giustificata citando il sovraffollamento carcerario in un contesto di endemici ritardi procedurali. Tra i prigionieri islamisti sunniti, molti sono in carcere da anni, spesso senza aver mai avuto un processo.
22.09.2026 15:42
Il Re saudita Salman condanna gli Houthi: «Sono una milizia terroristica»
Il re dell'Arabia Saudita ha definito gli Houthi dello Yemen una «milizia terroristica», accusandoli di aver preso di mira La Mecca dopo che Riad ha incolpato questi combattenti filo-iraniani di aver sferrato un attacco contro la città santa giovedì.
Il re Salman, 90 anni, che raramente parla in pubblico, ha elogiato «il ruolo delle forze armate e dei servizi di sicurezza (...) nella difesa del Paese» e ha condannato «il nuovo tentativo della milizia terroristica Houthi di colpire La Mecca», ritenendolo «una provocazione nei confronti dei musulmani di tutto il mondo», secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale saudita.
22.09.2026 15:26
Solo il 26% degli americani approva la gestione di Trump della situazione in Iran
Soltanto il 26% degli americani approva la gestione di Donald Trump della situazione in Iran. È quanto emerge da un sondaggio di Cnn, secondo il quale il 29% promuove la politica estera del presidente Usa, mentre il 71% non l'approva. I due terzi degli americani ritengono che gli Stati Uniti non stiano vincendo in Iran e per il 78% non sta facendo abbastanza per mettere fine al conflitto.
Dal canto loro, le Guardie della rivoluzione iraniane hanno dichiarato che si opporranno ad un attacco contro Pickaxe Mountain, un sito in Iran segnalato dall'intelligence occidentale come probabile luogo di stoccaggio di materiale nucleare.
«Se gli Stati Uniti dovessero attaccare Kuh-e Kolang (il nome iraniano di Pickaxe Mountain) o qualsiasi altra località, opporremo resistenza», ha affermato il portavoce dei pasdaran, Hossein Mohebbi, come riferisce l'agenzia Fars.
«Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi attacco statunitense; gli Stati Uniti dovranno fare nuovamente i conti con le lezioni già apprese in passato riguardo al nostro modello di resistenza, che ha efficacemente vanificato i loro obiettivi», ha aggiunto il portavoce.
22.09.2026 13:25
L'Arabia Saudita riapre il gasdotto East-West
L'Arabia Saudita ha riavviato le operazioni del suo gasdotto East-West Pipeline e potrebbe riprendere oggi le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso: lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione.
Gli attacchi dei droni hanno costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu.
22.09.2026 11:58
L'Iran potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz entro 7 giorni: ma gli USA devono allentare la pressione
L'Iran si è offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti compiranno i primi passi verso un allentamento della pressione militare: lo rivela l'agenzia giapponese Kyodo. La proposta, che è già stata trasmessa a Washington tramite mediatori, prevede la ripresa dei colloqui volti a porre fine in modo definitivo alle ostilità tra i due paesi, ha affermato il funzionario.
Teheran intende avvalersi dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si riunisce questa settimana a New York, per consultarsi con i paesi che fungono da intermediari.
Il funzionario ha escluso un incontro tra il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine dell'Assemblea, ma ha affermato che resta possibile compiere progressi verso un accordo. «C'è la possibilità di avanzare verso un accordo», ha dichiarato il funzionario, aggiungendo tuttavia che Washington deve dimostrare «serietà e impegno» affinché la diplomazia possa progredire.
22.09.2026 09:32
Scontri tra forze governative e Houthi, oltre 150 morti
Gli scontri in Yemen tra le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita e gli Houthi, filo-iraniani, hanno causato 154 morti negli ultimi due giorni, secondo quanto riferito all'agenzia di stampa Afp da fonti militari di entrambe le parti.
«Il bilancio delle vittime dei raid aerei, degli scontri e dei colpi di artiglieria sauditi nei governatorati di Taiz, Al-Jawf, Marib e Saada è salito a 118», hanno dichiarato fonti militari Houthi, mentre fonti governative hanno riportato la morte di 36 soldati.
22.09.2026 07:05
Raid dell'Arabia Saudita sullo Yemen, 6 morti e 8 feriti
Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi.
«Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti», ha dichiarato Saba, l'agenzia di stampa dei ribelli.
Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana'a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all'inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb.
22.09.2026 06:22
Il punto alle 6
Trump: «In Iran la situazione è critica: non se la passano bene»
In Iran «abbiamo ottenuto ottimi risultati. Non se la passano bene. Oggi ho avuto delle riunioni in merito. La loro situazione è critica». Lo ha detto Donald Trump ribadendo che Teheran non avrà l'arma nucleare.
L'amministrazione di Donald Trump, inoltre, avrebbe proposto di investire 5 miliardi di dollari in un nuovo fondo destinato ad aiutare i Paesi del Medio Oriente a ricostruire le infrastrutture energetiche danneggiate durante il conflitto con l'Iran e a ridurre la loro dipendenza dallo Stretto di Hormuz per il trasporto di petrolio e gas. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a quanto riferito da funzionari statunitensi e mediorientali, oltre a documenti visionati dalla stessa testata.
L'iniziativa rappresenta un riconoscimento implicito del fatto che il conflitto, in corso da sette mesi, ha destabilizzato il mercato energetico globale e distrutto oleodotti e raffinerie della regione, la cui ricostruzione comporterà costi elevati.
Secondo il piano di Trump, gli Stati Uniti cercherebbero un contributo di pari importo da otto partner mediorientali - Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman, Iraq e Giordania - con l'obiettivo di creare un fondo di investimento da 10 miliardi di dollari.
L'iniziativa verrebbe denominata 'Partnership for Allied Trust and Construction', partenariato per la fiducia e la costruzione tra alleati. Le discussioni sul fondo sono in corso e i termini dell'accordo potrebbero subire modifiche e non è chiaro quando, o addirittura se, altri Paesi aderiranno all'iniziativa.

