La diretta
Rinviati a ottobre i colloqui Israele-Libano
Ats, Red. Online
12.09.2026 08:36

Foto: KEYSTONE/AP Photo
Il nuovo round previsto a Roma slitta a ottobre - Intanto, secondo il Wall Street Journal, Teheran avrebbe ottenuto da entità cinesi immagini satellitari prima dell’attacco che uccise tre militari americani - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
12.09.2026 21:49
Missile Houthi lanciato contro la zona di A-Tawal
La protezione civile saudita ha reso noto in serata che due persone sono rimaste ferite da un missile Houthi lanciato contro la zona di A-Tawal. Lo riporta Ynet. Riad ha inoltre affermato che una moschea, diversi edifici e veicoli sono stati danneggiati.
12.09.2026 18:44
Video shock: soldato israeliano spara a un palestinese disarmato
Un soldato israeliano ha ferito a colpi d'arma da fuoco un palestinese disarmato a Faqqua, in Cisgiordania. L'episodio, documentato da un video shock di Reuters rilanciato dal Guardian, è avvenuto durante gli scontri scoppiati tra coloni israeliani e residenti locali.
Secondo testimoni oculari, un gruppo di coloni era entrato nell'area con il proprio bestiame, spingendo i residenti a tentare di fermarli. Le forze israeliane sono quindi intervenute e, stando a quanto riferito dalle persone presenti, hanno aperto il fuoco contro i residenti.
Uno dei militari ha sparato a Qassem Hussam, un palestinese di circa 35 anni, ferendolo a una gamba. Contattata dal Guardian, l'Idf ha confermato di aver ricevuto una segnalazione dell'incidente e che la persona che ha aperto il fuoco era un suo soldato, aggiungendo che la vicenda è al vaglio dei comandanti e che gli esiti dell'indagine interna saranno trasmessi alle autorità competenti per ulteriori accertamenti.
Hussam è stato ricoverato in ospedale in condizioni da lievi a moderate, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa Palestinese. L'episodio è l'ultimo a sollevare interrogativi sulla capacità o sulla volontà del governo israeliano di arginare i coloni violenti nella Cisgiordania occupata, dove gli attacchi continuano ad aumentare.
12.09.2026 16:31
Gli Usa rafforzano la modalità di protezione nello Stretto di Hormuz
Gli Stati Uniti stanno rafforzando le modalità di protezione del traffico mercantile nello Stretto di Hormuz, imponendo alle petroliere di navigare esclusivamente in fasce orarie prestabilite per poter beneficiare della copertura di difesa aerea militare, in uno scenario che vede gli attacchi iraniani contro il transito mercantile sempre più verso le ore notturne.
Secondo il Financial Times (Ft), Washington fornisce protezione aerea sin dal mese di maggio alle navi che percorrono la rotta meridionale lungo la costa dell'Oman. Tuttavia, all'inizio di settembre, il passaggio sicuro è stato circoscritto a due fasce orarie giornaliere specifiche, consentendo alle forze americane di concentrare la copertura sui momenti di effettivo transito delle navi scortate, anziché mantenere un livello di protezione costante e ininterrotto.
L'adeguamento evidenzia come la prolungata tensione nell'area di Hormuz costringa Washington a gestire con maggiore oculatezza le limitate risorse difensive a disposizione. All'Iran non è necessario bloccare completamente lo stretto per imporre costi agli Stati Uniti e al settore marittimo globale: attacchi ripetuti possono infatti rendere necessarie le scorte, alterare i programmi di navigazione e accrescere i rischi legati al trasporto.
Più la situazione si protrae, più la contesa si trasforma in una prova di resistenza, in cui le forze statunitensi cercano di preservare la libertà di navigazione senza permettere a Teheran di dettare i ritmi del traffico commerciale.
12.09.2026 16:30
Tre membri delle forze di sicurezza iraniane e 4 terroristi sono morti negli scontri
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato oggi che «è stata smantellata una squadra terroristica professionista che intendeva compiere un attentato a Saravan, nella provincia del Sistan-Baluchistan».
«Almeno quattro membri del gruppo sono rimasti uccisi negli scontri», è stato precisato.
Nell'episodio «sono morti anche tre membri delle Guardie Rivoluzionarie», hanno aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim.
Intanto, il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian ha tenuto colloqui oggi con il principe ereditario degli Emirati Arabi, lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, a margine del vertice dei Brics - acronimo di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica a cui successivamente si sono aggiunti altri Paesi emergenti Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia, Iran e Arabia Saudita - a New Delhi.
12.09.2026 13:52
L'oleodotto Est-Ovest, un fragile filo per il greggio saudita
Con i suoi 50 anni e un po' dimenticato fino a pochi mesi fa, l'oleodotto saudita Est-Ovest che si stende nel deserto del Paese per raggiungere il Mar Rosso è stato, in queste settimane di blocco di Hormuz, un preziosissimo e fragile filo al quale si è appesa l'economia globale e il mercato del petrolio grazie a una capacità di 7 milioni di barili al giorno.
E tuttavia ora il bypass potrebbe avere bisogno di un ulteriore bypass. Con il perdurare delle ostilità e gli attacchi alle petroliere le autorità saudite hanno provveduto a ripristinare la piena capacità dell'infrastruttura e quelle dei terminali del Mar Rosso, Yanbu Nord e Yanbu Sud, che aggirano lo Stretto di Hormuz. Il petrolio passato nell'oleodotto negli scorsi mesi, secondo i calcoli di Bloomberg, è andato alle nazioni più dipendenti dal greggio della regione: Giappone, India, Cina e Corea del Sud. Alcune navi cinesi e indiane sono riuscite così a caricare il greggio e raggiungere l'Oceano indiano senza attacchi, mentre quelle di altre nazionalità hanno dovuto dirigersi a nord verso Suez.
Ma la fragilità della soluzione è emersa in queste ore. Sia per gli attacchi compiuti tramite droni all'oleodotto, sia per il blocco dello stretto di Bab el Mandeb, a sud, da parte degli Houthi. L'infrastruttura ha infatti un oggettivo ostacolo per poter permettere all'Arabia Saudita di tornare ai livelli pre guerra (ad agosto ha toccato i livelli minimi di 3 milioni) o comunque liberarsi dalla minaccia iraniana e degli Houthi: le petroliere di grandi dimensioni (Vlcc), che trasportano due milioni di barili, non possono transitare a pieno carico per il Canale di Suez.
Le possibili soluzioni prospettate dagli esperti consultati da Bloomberg nelle scorse settimane sono due: allestire una flotta di petroliere di minori dimensioni che facciano la spola fra i suoi porti e l'oleodotto egiziano di Sumed che collega il Mar Rosso al Mar Mediterraneo e, in aggiunta, quello israeliano di Eliat. Soluzione questa che porrebbe ulteriori elementi di criticità politica. Sumed tuttavia ha una capacità di soli 2,5 milioni di barili, elemento che obbligherebbe i sauditi a far transitare le superpetroliere a mezzo carico attraverso Suez per aumentare la capacità. Anche così le superpetroliere che attendono il petrolio nel Mediterraneo per raggiungere l'Asia passando per il Capo di Buona Speranza impiegherebbero 25 giorni in più, con relativi costi aggiuntivi.
12.09.2026 11:02
Pezeshkian conferma l'incontro con gli Stati arabi su Hormuz
Funzionari iraniani e dei Paesi arabi del Golfo si incontreranno lunedì a Mascate, capitale dell'Oman, per firmare un accordo con l'obiettivo di istituire una rotta marittima tra Iran e Oman attraverso lo Stretto: la notizia è stata confermata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, scrive Al Jazeera.
«Lunedì, i ministri degli Esteri dei Paesi arabi si riuniranno a Mascate per firmare un accordo che istituisce una rotta congiunta tra Oman e Iran nello Stretto di Hormuz e per notificare l'intesa all'Organizzazione marittima internazionale», ha dichiarato Pezeshkian in un'intervista.
«A questo incontro parteciperanno anche i Paesi dai cui territori sono stati lanciati attacchi contro di noi da parte degli Stati Uniti», ha proseguito. Pezeshkian ha affermato che l'Iran riaprirà lo stretto quando gli Stati Uniti porranno fine al loro blocco e agli attacchi.
«Non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi attraverso la guerra, motivo per cui hanno ripiegato sulla pressione economica, ma noi non ci fermeremo. Le rotte marittime non sono certo elementi da cui dipende la nostra sopravvivenza, e non riusciranno a raggiungere i loro obiettivi nemmeno in questo modo», ha aggiunto.
12.09.2026 08:37
Il punto alle 8:30
Il nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, previsto la prossima settimana a Roma, è stato rinviato a ottobre. Lo ha riferito un funzionario statunitense, precisando che i rappresentanti dei due Paesi si incontreranno comunque la prossima settimana al Dipartimento di Stato a Washington.
Al centro del confronto ci saranno gli sviluppi in corso e l’attuazione dell’accordo quadro raggiunto lo scorso giugno.
Intanto emergono nuove tensioni sul fronte iraniano. Secondo il Wall Street Journal, prima dell’attacco che a luglio provocò la morte di tre militari statunitensi in Giordania, l’Iran avrebbe ottenuto da entità cinesi immagini satellitari ad alta risoluzione della base presa di mira. Funzionari americani citati dal quotidiano non hanno identificato le entità coinvolte e non hanno indicato un coinvolgimento diretto del governo di Pechino.
Teheran avrebbe acquisito immagini sia prima sia dopo l’attacco. Washington avrebbe già sollevato la questione con le autorità cinesi, che avrebbero respinto le accuse chiedendo prove.
La vicenda rischia di aumentare le tensioni tra Stati Uniti e Cina alla vigilia del vertice previsto il 24 settembre tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.

