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«L'oleodotto Est-Ovest è stato nuovamente attaccato»: flusso di petrolio interrotto
Ats, Red. Online
05.10.2026 09:08

Foto: ©Amirhosein Khorgooi
Questa infrastruttura strategica consente all'Arabia Saudita di trasportare il proprio petrolio dalla parte orientale del regno verso il Mar Rosso, aggirando lo Stretto di Hormuz - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
05.10.2026 23:36
Houthi: «Abbiamo colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria di Aramco»
Gli Houthi hanno affermato di aver colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria del colosso energetico saudita Aramco, oltre a diversi siti nel sud del Regno. Gli attacchi, condotti soprattutto con droni, missili balistici e da crociera, «hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad», ha dichiarato il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, aggiungendo che sono stati colpiti anche «la raffineria di Aramco a Rabgh» e siti militari e aeroporti nel sud del Paese.
05.10.2026 23:05
Rubio ha avuto un colloquio telefonico con Netanyahu
Il segretario di Stato Marco Rubio ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu mentre era in volo verso l'Europa. Lo riferisce il Dipartimento di Stato.
05.10.2026 23:01
«Colpiti obiettivi houthi a Hodeidah»
La coalizione a guida saudita in Yemen ha dichiarato di aver colpito «obiettivi militari» appartenenti agli Houthi a Hodeidah, sulla costa del Mar Rosso. Il portavoce della coalizione, Turki Al-Malki, ha comunicato su X che le forze navali hanno «distrutto depositi di armi, strutture per lo stoccaggio di imbarcazioni cariche di esplosivo e mine navali» e hanno «sventato un attacco pianificato» contro le rotte marittime nel Mar Rosso meridionale.
Le forze armate yemenite hanno riferito di aver effettuato oltre 1.000 attacchi e di aver avviato un'offensiva contro la capitale Sanaa, in mano agli Houthi, mentre la coalizione a guida saudita - che sostiene il governo riconosciuto a livello internazionale - ha reso noto che all'alba di oggi sono state effettuate missioni aeree da parte di 100 velivoli da combattimento.
05.10.2026 23:00
Foto inedite di Sinwar diffuse dalle Brigate al Qassem alla vigilia del 7 ottobre
Le Brigate al Qassem di Hamas hanno diffuso questa sera, alla vigilia dell'anniversario del 7 ottobre, immagini inedite dell'ex leader Yahya Sinwar prima che venisse ucciso dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza nell'ottobre 2024. Nelle foto Sinwar appare con i travestimenti che utilizzava per spostarsi da una zona all'altra dell'enclave durante la guerra, coprendosi il capo e il corpo con una coperta. In un'altra immagine lo si vede seduto in terra con altri due miliziani attorno a una mappa della Striscia.
In questo periodo le fazioni armate di Gaza stanno pubblicando foto e video con le gesta dei loro «martiri». Le nuove immagini sono state rilanciate sui social da utenti e media di Gaza.
05.10.2026 19:42
Lo Yemen riconquista il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb
«Alba dello Yemen»: si chiama così l'operazione militare su vasta scala con cui le forze del governo yemenita, sostenute dall'Arabia Saudita, hanno attaccato i ribelli islamisti yemeniti Houthi, riconquistando di fatto dopo un mese il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso, dove passa una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dalla regione del Golfo Persico verso il Mediterraneo.
Le forze governative sono avanzate rapidamente lungo la costa, con la copertura di un centinaio di caccia sauditi, per conquistare posizioni chiave nell'area di Dhubab, nel punto più esile dello stretto. Riconquistata anche la pista di atterraggio di Dhubab e isolate le restanti forze degli Houthi nella zona, anche se una fonte governativa ha riferito che i combattimenti continuano presso una base militare vicino allo stretto.
Per gli Houthi ora diventa più difficile interrompere il traffico marittimo, ma potrebbero comunque colpire le navi con droni da posizioni più a nord lungo la costa e nell'entroterra. Nel frattempo, i ribelli yemeniti hanno compiuto importanti avanzamenti nei pressi della città di Taiz, conquistando alcuni tratti di una strada di montagna e lasciando sotto assedio le forze governative presenti nella zona.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale aveva annunciato la controffensiva ieri, mentre il presidente Rashad al-Alimi ha giurato di combattere «fino a quando il paese non sarà liberato dalla morsa della milizia terroristica». I contrattacchi sono stati lanciati su diversi fronti, anche nella provincia di Sana'a, la capitale dello Yemen.
Riad, che arma e addestra le forze governative yemenite, sostiene la campagna militare con la propria potenza aerea e ha chiesto aiuto logistico agli alleati per respingere gli Houthi, ripristinare la libera navigazione nel Mar Rosso e porre fine agli attacchi del gruppo contro il proprio territorio. Nei suoi bombardamenti nel governatorato di Sana'a sono rimaste uccise due persone, tra cui una studentessa, mentre altre sette sono state ferite.
Stallo invece sul fronte iraniano, dove Teheran ha avvisato che «se scoppia una guerra contro di noi, le fiamme travolgeranno tutti». Ali Fadavi, consigliere del comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (pasdaran nella traslitterazione dal persiano), ha affermato intanto che, per la prima volta, in questo momento non c'è nessuna nave statunitense nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman e neppure nella parte settentrionale dell'Oceano indiano. «Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di 1000 chilometri dal territorio iraniano», ha riferito parlando alla televisione di Stato.
05.10.2026 18:38
«I servizi segreti avvertono: Hamas pronto a un attacco»
Durante il gabinetto politico-militare israeliano di ieri sera, il capo dello Shin Bet (il servizio segreto interno dello Stato ebraico) David Zini ha presentato ai ministri un'allerta secondo cui il movimento islamista palestinese Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento. Lo riferisce il canale televisivo israeliano Channel 12 (Keshet 12).
Secondo le valutazioni, Hamas mira a lanciare l'operazione in prossimità delle elezioni del 27 ottobre o nell'immediato periodo successivo, con l'intento di generare un forte impatto mediatico, perturbare l'agenda politica israeliana e influenzare la situazione operativa. L'apparato di sicurezza si sta preparando.
05.10.2026 18:10
«Regno Unito pronto a espellere 27 diplomatici israeliani»
L'ambasciatore britannico Simon Walters ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione del ministro degli esteri Gideon Sa'ar di chiudere il Consolato britannico a Gerusalemme Est, dove operano 27 diplomatici britannici, la risposta sarà l'espulsione di 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata di Londra.
È quanto emerge da un messaggio trasmesso dal Regno Unito a esponenti israeliani, sullo sfondo del deterioramento dei rapporti tra i due paesi. I dettagli del messaggio sono stati pubblicati dal sito di informazioni israeliano Ynet.
La decisione di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme e revocare le credenziali diplomatiche del suo personale dovrebbe entrare in vigore giovedì prossimo. Ynet riporta fonti a conoscenza della questione secondo cui i britannici sono rimasti sconcertati dalla decisione israeliana e sorpresi dalla sua portata.
Ciò che li avrebbe irritati particolarmente è stato il breve preavviso concesso da Israele ai diplomatici britannici che lavorano nel consolato di Gerusalemme Est: 30 giorni per lasciare Israele. A titolo di confronto, la Russia aveva concesso alla Gran Bretagna quattro mesi per chiudere il consolato di San Pietroburgo, in risposta a una vicenda di spionaggio tra i due paesi.
I britannici non avevano annunciato pubblicamente quale sarebbe stata la loro risposta alle misure israeliane, perché speravano di convincere Gerusalemme a fare marcia indietro attraverso contatti riservati e negoziati dietro le quinte. Ora, tuttavia, è emerso che il Regno Unito ha già trasmesso un messaggio alle autorità israeliane attraverso l'ambasciatore Simon Walters.
Tra le altre misure annunciate da Sa'ar l'8 settembre figurano l'allontanamento dei rappresentanti britannici dal Centro internazionale di supporto per Gaza con sede a Kiryat Gat, la cessazione delle attività britanniche per l'addestramento delle forze dell'Autorità palestinese in Cisgiordania e il divieto di ingresso in Israele per dodici rappresentanti eletti e altri cittadini britannici coinvolti, secondo Israele, in attività antisemite e anti israeliane o che negano l'esistenza stessa dello Stato di Israele.
Il Centro internazionale di supporto per Gaza è un organismo istituito nell'ottobre del 2025 nell'ambito di un accordo di pace che mira a coordinare gli sforzi di stabilizzazione e soccorso a Gaza in seguito alla guerra nella Striscia.
05.10.2026 13:22
L'Iran avverte: se scoppia la guerra, fiamme su tutti
Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, Ali Abdollahi, ha avvertito che i paesi della regione che ospitano le forze statunitensi devono comprendere che la causa principale dell'instabilità regionale e delle difficoltà economiche è «la presenza delle forze terroristiche statunitensi» e che, finché tale situazione persisterà, l'instabilità rimarrà.
«Sappiate che, qualora dovesse scoppiare una nuova guerra contro l'Iran, le sue fiamme travolgerebbero tutti», ha ammonito. Secondo l'agenzia Irna, egli ha inoltre dichiarato che «l'affermazione del regime sionista, secondo cui il programma nucleare iraniano sarebbe entrato in una fase militare, è delirante».
«Avvertiamo le organizzazioni internazionali, in particolare l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, di smettere di agire come lupi travestiti da agnelli e di astenersi dal rilasciare ulteriori dichiarazioni prive di fondamento sui siti nucleari iraniani», ha sottolineato.
05.10.2026 13:21
Netanyahu ai leader mondiali: la verità è che vi stiamo proteggendo
«I leader mondiali mi dicono 'vi siete risollevati dal baratro del 7 ottobre e avete colpito i fondamentalisti islamici, avete dato speranza all'umanità che si possono sconfiggere le forze oscure. Ma ci sono altri leader che ci criticano regolarmente, che ci vogliono boicottare. A loro dico: Israele sta combattendo una guerra che non potrebbe essere più necessaria o giustificata. Dovreste vergognarvi: la verità è che anche noi vi stiamo proteggendo e la verità è che la moralità dei nostri soldati non ha eguali».
Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di Stato per commemorare i caduti militari del terzo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023.
05.10.2026 12:04
Herzog: «Obbligati a capire come è potuta succedere la strage del 7 ottobre»
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha parlato alla cerimonia commemorativa di Stato sul Monte Herzl in occasione del terzo anniversario della strage del 7 ottobre, affermando che «tutto ciò ci obbliga a indagare con determinazione e coraggio, senza pregiudizi, e a capire: come è potuto succedere? Nessun trascorrere del tempo ci permette di offuscare questo obbligo».
«Ci sono conclusioni chiare che sappiamo già di dover interiorizzare: non dobbiamo ignorare gli avvertimenti, i segnali preoccupanti. E dobbiamo anche guardare direttamente a ciò che sta accadendo dentro di noi, internamente. In questi giorni, nel pieno della campagna elettorale, dobbiamo osservare e stare attenti alle spie di allarme, quelle che indicano dispute pericolose e profonde divisioni», ha osservato il presidente israeliano, secondo quanto riferisce il giornale israeliano Ynet.
«Tra poche settimane andremo a elezioni e invito tutti a ricordare, mentre vanno a votare, del patto che ci unisce, che ci ha unito quella mattina del 7 ottobre sulle strade insanguinate, e che è molto più grande di qualsiasi divisione. Un patto che non ci impone di pensare tutti allo stesso modo, ma che le differenze tra di noi non annullano i nostri mutui obblighi», ha poi detto Herzog nel corso della commemorazione di Stato per le vittime del massacro del 7 ottobre 2023.
05.10.2026 11:27
«L'oleodotto Est-Ovest è stato nuovamente attaccato»
Il passaggio del petrolio attraverso l'oleodotto Est-Ovest in Arabia Saudita è stato nuovamente interrotto dopo un nuovo attacco sferrato domenica contro questa infrastruttura strategica: lo ha riferito oggi all'agenzia di stampa Afp una fonte del settore energetico.
«L'oleodotto Est-Ovest è stato nuovamente attaccato ieri», ha dichiarato tale fonte. «È stata colpita una stazione di pompaggio situata a Khurais, a est di Riad. Non era mai stata presa di mira prima. I danni sono ingenti e il pompaggio è stato nuovamente interrotto», ha aggiunto.
Questa infrastruttura strategica consente all'Arabia Saudita di trasportare il proprio petrolio dalla parte orientale del regno verso il Mar Rosso, aggirando lo Stretto di Hormuz. L'oleodotto era già stato fermo dall'11 al 22 settembre.
05.10.2026 10:26
Forze governative yemenite attaccano gli Houthi
Le forze governative yemenite hanno attaccato le posizioni degli Houthi nel distretto di Dhubab, che domina lo strategico stretto di Bab el-Mandeb: lo scrive l'agenzia Reuters sul sito. Ieri il governo riconosciuto a livello internazionale ha lanciato un'offensiva per riconquistare il territorio controllato dagli Houthi.
Le Brigate dei Giganti, movimento filogovernativo, affermano che i loro primi contingenti sono giunti nella zona di Bab el-Mandeb.
05.10.2026 10:26
Ucciso comandante Nukhba, si infiltrò in Israele il 7 ottobre
Le Forze di difesa israeliane (Idf) rendono noto che durante il fine settimana è stato ucciso a Nuseirat Ibrahim Mustafa Suleiman Abu Oweimer, comandante di un plotone Nukhba dell'ala militare di Hamas che si era infiltrato in Israele durante il massacro del 7 ottobre.
«Recentemente, il terrorista aveva intensificato gli attacchi contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani e operava per ripristinare le capacità dell'organizzazione terroristica, in sistematica violazione del cessate il fuoco», scrive l'esercito in una nota.
05.10.2026 10:24
Hamas: «Ali al-Amoudi sopravvissuto a raid Gaza»
L'alto funzionario di Hamas Ali al-Amoudi «è sopravvissuto» a un raid israeliano diretto contro di lui avvenuto sabato a Gaza City, nel quale sono rimaste uccise cinque persone: è quanto affermato dal dirigente del movimento politico-militare, Ghazi Hamad, in dichiarazioni riportate da Al Arabiya.
Secondo fonti palestinesi, tra le vittime dell'attacco, confermato da Israele, ci sono quattro donne.
05.10.2026 09:07
Il punto alle 9
«È dovere di Israele condurre un'indagine completa sul massacro del 7 ottobre»
Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, ha dichiarato che è «dovere» di Israele condurre un'indagine completa sul massacro del 7 ottobre 2023 compiuto da Hamas: è quanto riporta il Times of Israel, citando un suo discorso in commemorazione dell'attacco terroristico nel terzo anniversario.
«Un'intera nazione china il capo in lutto. Ricordiamo i civili uccisi nelle loro case, i giovani che erano usciti per ballare e non sono mai tornati, coloro che sono stati rapiti e uccisi durante la prigionia, i combattenti e le combattenti e tutti i soldati caduti, i membri delle forze di sicurezza e le squadre di emergenza e soccorso che si sono precipitate nell'inferno e sono cadute in combattimento», ha affermato Zamir.
Che ha poi aggiunto: «Porteremo con noi le loro storie e formeremo nella loro luce le future generazioni di comandanti e soldati. È nostro dovere indagare e garantire che gli insegnamenti vengano messi in pratica, affinché possiamo essere più degni della fiducia che il popolo ha riposto in noi».

