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La Polonia chiede di «raddoppiare» il sostegno all'Ucraina dopo l'attacco russo a un treno vicino al confine
Red. Online, Ats
14.09.2026 08:00

Foto: © Ukrainian Ukrzaliznytsia Railway Company Press Office via AP
Il presidente ucraino Zelensky ha affermato che Mosca ha colpito la locomotiva «deliberatamente» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
14.09.2026 21:32
Slitta il rinnovo delle sanzioni Ue contro Mosca
L'Europa fa muro contro Mosca, ma al di là delle parole non tutto fila sempre liscio: a Bruxelles il rinnovo delle sanzioni a Mosca si è incagliato, per la prima volta dal 2022. La scadenza legale per estendere le misure restrittive a persone fisiche e giuridiche (ormai quasi 2700) è fissata a domani, 15 settembre.
Ogni sei mesi, quasi un rito, il Consiglio Ue proroga le sanzioni ed è stato così persino con l'Ungheria guidata da Viktor Orban. Ma Bratislava, che ha ereditato il ruolo di pecora nera da Budapest, da tempo chiede l'esclusione dalla lista di due oligarchi russi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.
A sorpresa, venerdì, si è inserita però anche la Francia nel sostenere la rimozione di Usmanov, creando lo scompiglio al Coreper. I rappresentanti permanenti presso l'Ue hanno dunque rinnovato le sanzioni per «7 giorni, fino alla mezzanotte di martedì 22 settembre», in modo da «concedere agli Stati membri più tempo per esaminare in modo approfondito» le varie proposte.
Nato a Tashkent, quando l'Uzbekistan era parte dell'Unione Sovietica, Usmanov ha poi fatto fortuna in Russia, diventando tra gli oligarchi più ricchi con partecipazioni in aziende chiave come Metalloinvest, Mail.ru, Megaphone e la holding USM. Una fitta rete - a tratti anche globale, dati gli investimenti nelle tech Usa come Facebook, Twitter e Apple, da tempo chiusi con profitti miliardari - che lo ha posto al centro del capitalismo di corte al Cremlino.
Usmanov, che è musulmano e imparentato con l'attuale presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev, ha però negato di essere un «oligarca vicino allo zar», così come lo ha bollato l'Unione Europea dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022, quando lo ha aggiunto nella lista nera dell'Ue.
Parigi, a quanto si apprende, potrebbe però usarlo come pedina di scambio per la liberazione di Martin Ryan, uomo d'affari francese che è stato incarcerato con l'accusa di spionaggio in Azerbaigian: via Usmanov dalle sanzioni - così come chiedono anche Baku e Ankara - fuori Ryan dalla galera. La mossa, tuttavia, aprirebbe il fianco a futuri ricatti e dunque va ponderata bene.
14.09.2026 21:31
Zelensky: «Pronti per misure di de-escalation se Russia farà lo stesso»
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che l'Ucraina è pronta ad adottare «misure di de-escalation» se la Russia farà lo stesso, senza tuttavia confermare l'affermazione di Donald Trump secondo cui Mosca e Kiev avrebbero concordato di non colpire le infrastrutture energetiche.
«Se i nostri partner americani riusciranno a far sì che la Russia dimostri una reale volontà di porre fine a questa guerra che sta distruggendo vite umane, e di farlo in modo sincero e permanente, l'Ucraina adotterà le proprie misure di de-escalation», ha affermato Zelensky nel suo discorso quotidiano trasmesso sui social.
14.09.2026 21:20
Attacchi alle infrastrutture energetiche, Trump annuncia una tregua tra Mosca e Kiev
Donald Trump annuncia che Ucraina e Russia hanno concordato di non colpire le rispettive infrastrutture energetiche, all'indomani del rimbrotto all'indirizzo di Kiev lanciato dal suo campo da golf irlandese di Doonbeg per aver preso di mira con insistenza le raffinerie di Mosca.
«L'Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!», ha scritto il tycoon in un post su Truth, convinto che «l'aumento del prezzo del diesel a livello mondiale» sia stato «causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall'Iran».
Le elezioni di midterm incombono, e The Donald ha fatto sua la lettura già esposta nei giorni scorsi dal segretario al Tesoro Scott Bessent sull'aumento dei prezzi dei carburanti negli Usa come conseguenza degli attacchi ucraini agli impianti russi di raffinazione del greggio. Il diesel in America ha toccato la media i 6,23 dollari al gallone, un'enormità rispetto ai 3,8 dollari circa relativi a fine febbraio, poco prima che Usa e Israele attaccassero l'Iran.
Kiev è pronta alla tregua ma chiede garanzie perché, ha spiegato Volodymr Zelensky su Telegram, «non è sicura che la Russia abbia la volontà di rispettare qualsiasi accordo». «Se i partner sono disposti a garantire che la Russia smetterà di colpire la nostra rete elettrica, le nostre altre infrastrutture energetiche, le infrastrutture critiche e il flusso di cibo, noi, ovviamente, siamo pronti a garantire una corrispondente cessazione dei nostri attacchi», ha proseguito, aggiungendo che, come prevedibile, «ci aspettiamo che i partner forniscano dettagli concreti». Il leader di Kiev, nei giorni scorsi, aveva chiesto lo stop degli attacchi alle infrastrutture energetiche in vista dell'inverno: la Russia aveva respinto la proposta, mentre ha esultato per la richiesta di Trump a Kiev di colpire altri bersagli piuttosto che le raffinerie.
«Naturalmente, non possiamo che accogliere con favore qualsiasi richiesta al regime di Kiev di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture economiche pacifiche», ha commentato il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. Fonti vicine al Cremlino, scrive il Financial Times, affermano ora che lo zar è riluttante a raggiungere un accordo prima dell'inverno, ritenendo che gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine potrebbero aumentare la pressione su Kiev affinché faccia delle concessioni.
La scorsa settimana Trump aveva detto di aver avuto una «ottima conversazione» con Putin, sostenendo che vuole raggiungere un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. «Vuole raggiungere un accordo e, se anche Zelensky volesse farlo, sarebbe un'ottima cosa», aveva commentato Trump ai giornalisti. Sempre la scorsa settimana, Zelensky si era detto disposto a incontrare Putin al vertice del G20, in programma a dicembre presso il resort di Trump a Doral (Miami), ma il Cremlino ha da subito escluso l'ipotesi pur aprendo poi alla possibilità di un incontro con la mediazione Usa in ottobre.
L'annuncio del tycoon sulle tregua energetica è arrivato mentre i prezzi del petrolio continuano a salire, vertiginosamente nel settimo mese del conflitto degli Stati Uniti contro l'Iran, con il Brent che è vicino ai 110 dollari al barile. Trump ha ribadito che il conflitto con l'Iran terminerà subito dopo il voto di metà mandato e che i prezzi della benzina, tema molto sensibile per i consumatori Usa, scenderanno sul fronte interno.
14.09.2026 21:05
«Su Kiev serve l'unità dell'Ue»
A pochi mesi dal quinto anniversario del conflitto, sull'Ucraina serve più che mai l'unità dei 27. Ursula von der Leyen non potrà tralasciare il punto cruciale della politica estera europea nel suo discorso sullo Stato dell'Unione.
I preparativi per l'atteso intervento, che la presidente della Commissione pronuncerà in Plenaria mercoledì mattina, sono arrivati alle battute finali. Von der Leyen, come spesso accade all'alba dei suoi appuntamenti politici più importanti, ha visto e ascoltato tutti gli attori presenti a Bruxelles: dai gruppi della maggioranza europeista ai Rappresentanti Permanenti dei 27.
L'unità a cui von der Leyen farà riferimenti potrebbe avere più significati. Non si tratta solo di essere compatti al fianco dell'Ucraina nei confronti della Russia. Alla vigilia di quel 2027 dove si voterà in Italia, Spagna, Polonia e Francia, la numero uno di Palazzo Berlaymont potrebbe fare riferimento anche ad una unità prettamente politica. Provando a ricompattare la maggioranza europeista di fronte all'ascesa di formazione anti-Ue, nazionaliste e, spesso e volentieri, contrarie al sostegno all'Ucraina. La vittoria dell'AfD in Sassonia-Anhalt non è passata inosservata ai piani alti della Commissione europea. Von der Leyen non potrà entrare a gamba tesa nel dibattito politico ma, parlando alla Plenaria, proverà a parlare anche ai cittadini europei. Partendo da un concetto particolarmente caro all'ex ministra della Difesa tedesca: il «delivering», termine inglese con cui si punta a sottolineare i traguardi raggiunti rispetto al programma iniziale. Von der Leyen potrebbe dare spazio a questo aspetto, raccontando come l'Ue ha portato a casa alcuni degli obiettivi fissati dallo Stato dell'Unione del 2025: dal prestito da 90 miliardi per Kiev alla roadmap per la Difesa comune, dal Patto per il Mediterraneo alla diversificazione delle rotte commerciali, fino alla semplificazione e allo Scudo democratico.
In passato è spesso accaduto che nei suoi interventi all'Eurocamera von der Leyen inserisse degli obiettivi vicini a ciascun gruppo che la sostiene. Mercoledì potrebbe succedere ugualmente. Difesa comune e stretta sulla migrazione sono pilastri dei Popolari europei, un'Europa più inclusiva e capace di superare la crisi abitativa è invece una bandiera portata avanti dai Socialisti. Sulle politiche ambientali, obiettivo prioritario dei Verdi, von der Leyen offrirà ben poche sponde alle destre. La diversificazione commerciale e il concetto di 'preferenza europea' nel settore industriale sono invece due principi cari al gruppo Renew, guidato dai macroniani. L'obiettivo di fondo, per la presidente della Commissione, resta quello di regalare un'immagine di una Ue dinamica, capace di portare soluzioni. E' innanzitutto questa, per von der Leyen, la strada da percorrere per frenare i partiti che dell'Europa vogliono la distruzione.
I tre pilastri della maggioranza all'Eurocamera - essere pro-Ue, pro-Ucraina e pro-Stato di diritto - per von der Leyen restano cruciali. Tra le principali novità del suo intervento ci sarà invece la stretta sui social per i minori. E' un obiettivo che von der Leyen coltiva sin da quando era ministro della Famiglia in Germania. Lo stop della corte Costituzionale francese al divieto di accesso ad alcuni social media per gli under 15 non ha frenato la numero uno dell'esecutivo europeo. Giovedì la Commissione presenterà l'Eu Kids Act per limitare - secondo quanto riporta Politico - l'accesso a piattaforme come Tik Tok ai ragazzi sotto i 15 anni. Sarà questa una tappa ulteriore della volontà dell'Ue di mettere delle regole nella giungla dei social e dell'IA.
14.09.2026 21:04
Zelensky sanziona la sua ex portavoce
Volodymr Zelensky sanziona la sua ex portavoce Iulia Mendel, oltre a nove cittadini russi. Lo riporta il Kiev Post. Il presidente ucraino ha firmato il decreto che recepisce la decisione del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale (Nsdc) sull'applicazione di sanzioni personali.
Le restrizioni sono state introdotte su proposta del Servizio di sicurezza dell'Ucraina (Sbu) e rimarranno in vigore per 10 anni; alcune misure, come la revoca di onorificenze statali, si applicheranno a tempo indeterminato.
Mendel, unica cittadina ucraina presente nell'elenco, ha ricoperto il ruolo di portavoce di Zelensky dal 2019 al 2021, dopo aver vinto un concorso per la posizione. Prima di entrare nell'amministrazione presidenziale, ha lavorato come giornalista e collaboratrice per diverse testate ucraine e internazionali. Oltre alle restrizioni standard, a Mendel è vietato accedere alle sue pagine social su Instagram, X e Facebook dal territorio ucraino. Dopo le dimissioni, ha lavorato come editorialista e commentatrice di politica ucraina per i media esteri. A metà del 2026, Mendel si è trovata al centro di una controversia in seguito a un'intervista rilasciata a maggio al conduttore di talk show statunitense Tucker Carlson, dove ha lanciato una serie di accuse contro Zelensky, ad esempio che sarebbe un dittatore, utilizzerebbe la mobilitazione come punizione e avrebbe accettato di cedere il Donbass nel 2022. Affermazioni, secondo il Kiev Post, risultate fuorvianti o prive di fondamento. Mendel ha duramente criticato la decisione di imporre sanzioni nei suoi confronti in un post su X. «Qualche giorno prima del mio intervento al Parlamento europeo, Volodymyr Zelensky — il mio ex capo — mi ha imposto delle sanzioni», ha scritto. L'ex portavoce era stata invitata a parlare a un evento collaterale su iniziativa del partito tedesco di estrema destra AfD, come aveva reso noto lei stessa nei giorni precedenti. «Avevo previsto la possibilità di sanzioni. Ciò non cambia la mia posizione», ha spiegato «Le sanzioni contro i cittadini ucraini sono incostituzionali, proprio come molte altre decisioni di Zelensky. Volodymyr Zelensky le usa contro chiunque sostenga la pace in Ucraina. Sapevo che si stavano preparando accuse di 'alto tradimento' in relazione alla mia intervista con Tucker Carlson», ha aggiunto.
14.09.2026 19:17
Sempre più raid russi contro la rete ferroviaria ucraina
Gli attacchi russi contro la rete ferroviaria ucraina si stanno «intensificando» di settimana in settimana. E' quanto ha affermato all'Afp il direttore della società che gestisce le Ferrovie in Ucraina, il giorno dopo il raid che ha colpito un treno vicino al confine polacco. «È iniziata una campagna di attacchi praticamente ininterrotta contro la rete ferroviaria», ha affermato Oleksandr Pertsovsky, ceo di Ukrzaliznytsia, sottolineando che gli attacchi stanno «aumentando esponenzialmente» e che «ogni mese, ogni settimana è generalmente peggiore della precedente».
14.09.2026 17:53
Ue: «Prorogate le sanzioni a Mosca, ma per 7 giorni»
«Al fine di concedere agli Stati membri più tempo per esaminare in modo approfondito le proposte di rinnovo, il Coreper ha deciso di prorogare il regime per un periodo di 7 giorni, fino alla mezzanotte di martedì 22 settembre. Verranno ora completate le procedure giuridiche necessarie per dare attuazione a tale decisione». Lo fa sapere la presidenza di turno irlandese dell'Unione europea a proposito delle sanzioni individuali alla Russia. La scadenza era fissata per domani, pena la rimozione dalla lista nera per quasi 3000 persone.
14.09.2026 13:03
Il Cremlino: «Continueremo a operare su tutto il territorio ucraino»
Le forze russe «stanno svolgendo i loro compiti in tutto il territorio dell'Ucraina, continuano e continueranno a farlo». Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rispondendo alle denunce di Kiev e della Ue per l'attacco al treno ieri vicino al confine con la Polonia. Lo riferisce l'agenzia Interfax.
14.09.2026 11:57
Merz: «La pace è a rischio in Europa, bisogna prendere sul serio la minaccia»
«Qui, nell'estremo nord dell'Europa, si può vedere quanto sia a rischio la pace in Europa. Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia». Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Rovaniemi, in Finlandia, vicino al Circolo Polare Artico, dove si è incontrato con altri capi di Stato e di governo dell'Ue.
14.09.2026 11:32
Parigi: «L'attacco al treno puntava a dividere gli alleati di Kiev»
L'«inaccettabile» attacco contro un treno al confine tra Ucraina e Polonia punta a «disunire» e «intimidire» gli alleati di Kiev: lo ha detto il ministro degli esteri francese Jean-Noel Barrot a margine del summit sull'Artico in Finlandia.
Questi attacchi, ha affermato, hanno un «obiettivo molto chiaro: intimidire gli europei, scoraggiarli e soprattutto disunirli», Tutto ciò è accaduto proprio in «un momento in cui l'Ucraina accoglieva un grande Forum di sostegno economico, al quale partecipavano tanti rappresentanti aziendali, rappresentanti diplomatici giunti dal mondo intero e singolarmente dall'Europa».
14.09.2026 11:31
La Finlandia aderirà alla «deterrenza nucleare avanzata»
La Finlandia ha deciso di «aderire» alla deterrenza nucleare «avanzata» proposta a marzo dal presidente francese Emmanuel Macron ai paesi europei: lo hanno annunciato i due paesi in una dichiarazione congiunta.
«Nei prossimi mesi verrà istituito un gruppo di coordinamento nucleare per avviare l'attuazione di questa cooperazione», hanno aggiunto.
Ciò porta a dieci il numero di Paesi europei che hanno aderito all'iniziativa francese. Sebbene la Francia sia, insieme al Regno Unito, l'unico paese europeo dotato di armi atomiche, tale iniziativa coinvolge altri Stati europei volontari nella deterrenza nucleare francese, senza tuttavia prevedere alcuna condivisione della decisione ultima, che resta nelle mani del capo di Stato francese.
14.09.2026 08:00
Il punto alle 8.00
Polonia e Ucraina hanno denunciato gli attacchi russi vicino
al confine polacco come un'«escalation» della guerra, dopo che un treno è stato
preso di mira mentre l'ex primo ministro britannico Boris Johnson e l'ex
direttore della CIA David Petraeus si trovavano in una stazione di confine
nelle vicinanze. L'escalation dovrebbe indurre gli alleati a «raddoppiare» il
loro sostegno all'Ucraina, ha dichiarato il ministro degli Esteri polacco a
Kiev. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha presieduto una riunione
d'emergenza a Varsavia dopo gli attacchi, avvertendo che si aspetta
un'escalation della guerra da parte della Russia «nelle prossime settimane».
Intanto, Polonia e Ucraina hanno dichiarato che il treno
passeggeri Kiev-Varsavia è stato colpito a soli 2 km dal confine polacco, senza
segnalare vittime. Poco prima, un treno diplomatico si trovava alla stazione di
Yagodyn con a bordo Johnson e l'ex primo ministro svedese Carl Bildt, oltre a
consiglieri per la sicurezza di diversi Stati membri dell'UE, mentre l'ex
direttore della CIA David Petraeus era a bordo di un altro treno nella stessa
stazione al momento dell'attacco, ha dichiarato la compagnia ferroviaria
Ukrzaliznytsia. Non è stata specificata la distanza tra i funzionari e il treno
colpito.
Zelensky ha affermato che Mosca ha colpito la locomotiva «deliberatamente».
«È proprio per impedire che questi attacchi si diffondano ulteriormente in
Europa che uomini e donne ucraini combattono ogni giorno, danno la vita e non
permettono che l'aggressione si espanda», ha dichiarato il presidente ucraino. Il
ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha affermato che l'attacco è stato «il
terrore di Putin che bussa direttamente alle porte dell'UE e della NATO».
Dal canto suo Donald Trump ha chiesto a Zelensky di
interrompere gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe e altre
infrastrutture utilizzate per produrre e distribuire gasolio, affermando che
gli attacchi stanno causando una carenza globale. Trump ha cercato di collegare
gli attacchi dell'Ucraina alle raffinerie russe all'aumento dei prezzi del
petrolio, affermando che erano questi attacchi, e non il conflitto in corso tra
Stati Uniti e Iran, i responsabili dell'aumento dei prezzi.
Il Cremlino ha intanto affermato che i negoziati
con l'Ucraina e gli Stati Uniti sulla guerra potrebbero svolgersi a ottobre . «Non
escludiamo tale possibilità: stiamo parlando di un futuro prossimo», ha
dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalle agenzie di
stampa russe Ria e Tass. Zelensky ha affermato separatamente di essere disposto
a incontrare Putin al vertice del G20 a Miami a dicembre, ma Peskov ha
dichiarato che ciò è «impossibile».

