La diretta
Gli Houthi hanno colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria di Aramco
Ats
06.10.2026 06:30

Foto: © Shutterstock
Diversi aerei hanno ricevuto un nuovo avviso di non atterrare all'aeroporto di Riad, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim sul suo profilo Telegram – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
06.10.2026 14:23
Circa 30.000 soldati israeliani in cure di riabilitazione
Dall'inizio della guerra a Gaza il 7 ottobre 2023 a oggi, il dipartimento di riabilitazione del ministero della difesa israeliano ha preso in cura circa 30.000 soldati feriti. Il 63% soffre di disturbi mentali e post-traumatici e il 37% di lesioni fisiche. Lo riferisce il «Times of Israel».
Secondo quanto riportato, il 47% sono giovani di età pari o inferiore a 30 anni, le donne rappresentano l'8% del totale e il 62% sono riservisti.
Il dipartimento assiste in totale, per tutti i conflitti, a oggi 91'200 persone, di cui 42'500 con disturbi mentali e post-traumatici, che costituiscono circa il 46% di tutti i pazienti.
06.10.2026 13:08
Cisgiordania: la polizia israeliana evacua due avamposti illegali
Attivisti tra i coloni riferiscono che le forze di polizia di frontiera israeliana e il personale dell'amministrazione civile stanno evacuando due avamposti di insediamenti illegali nella Cisgiordania centrale e settentrionale. Lo riporta il «Times of Israel».
Gli attivisti affermano che le forze di sicurezza hanno usato una «violenza senza precedenti» durante gli sgomberi, tra cui l'utilizzo di spray al peperoncino e la minaccia di usare pistole Taser contro i coloni e i manifestanti sul posto. I coloni affermano che diversi residenti e attivisti sono rimasti feriti.
Gli avamposti in fase di evacuazione sono quello agricolo di Netzah Shmuel, nella regione di Benjamin, nella Cisgiordania centrale, e l'insediamento agricolo illegale di Ora Yisrael, che ospita due famiglie e diversi giovani nel nord.
Il «Times of Israel» ricorda che durante i quattro anni di mandato del governo uscente, in Cisgiordania sono stati creati oltre 200 insediamenti illegali.
Intanto, in un post su X, il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir ha annunciato che questa mattina un edificio abusivo è stato demolito a Gerusalemme Est e il terreno è tornato a Israele.
«Questa mattina sono arrivato, insieme ai bulldozer della governance, nel quartiere di A-Tur, a Gerusalemme Est, per verificare sul campo che la mia politica venga attuata. Un edificio di diversi piani costruito in violazione della legge è stato demolito e il terreno è tornato allo Stato di Israele. Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo demolito 10'000 edifici costruiti illegalmente e restituito allo Stato terreni per una superficie complessiva pari a quella di Tel Aviv e Giv'atayim messe insieme. È così che funziona!», ha scritto Ben Gvir pubblicando le immagini del palazzo a più piani e la demolizione. Secondo i media palestinesi, nell'edificio «vivevano 70 persone, la maggior parte dei quali donne e bambini».
Mentre attivisti israeliani sul posto riferiscono su X che nelle ultime ore coloni israeliani estremisti hanno attaccato abitazioni palestinesi a Wadi Rahim e Wadi Juhaysh, a sud di Susya, nel governatorato di Hebron, sempre in Cisgiordania, lanciando pietre, incendiando veicoli e sparando in aria con armi da fuoco.
L'attacco è partito da un avamposto istituito nell'Area B della Cisgiordania - sotto il controllo civile dell'Autorità nazionale palestinese (ANP) e militare delle Forze di difesa israeliane (IDF) secondo gli accordi di Oslo - e recentemente demolito, ma che da allora è stato ricostruito e ampliato. Oggi i coloni hanno piazzato una struttura che blocca la strada di accesso alla casa di una famiglia palestinese e che, secondo gli attivisti, potrebbe essere messa sotto assedio.
Il mese scorso l'esercito israeliano ha emesso un ordine di chiusura dell'area, ma secondo gli abitanti e gli attivisti l'ordine non viene fatto rispettare e gli estremisti continuano a restare nell'avamposto.
06.10.2026 10:47
Guterres: «La tregua incompiuta si trasformi in una pace duratura»
Il cessate il fuoco del 10 ottobre 2025 anno non ha garantito la sicurezza, sufficienti aiuti umanitari o un percorso credibile verso la ripresa e la pace. È quanto ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla vigilia del terzo anniversario dell'attacco di Hamas contro Israele, rendendo omaggio alle vittime del 7 ottobre e chiedendo la fine delle sofferenze dei palestinesi nella Striscia di Gaza.
Dopo aver definito un «attacco terroristico efferato e su vasta scala» quello organizzato da Hamas, Guterres ha aggiunto che «le devastanti ostilità che ne sono seguite hanno inflitto sofferenze indicibili ai palestinesi di Gaza, tra cui un'enorme perdita di vite umane, sfollamenti e distruzioni». «Le loro sofferenze devono finire ora», ha sottolineato.
Secondo le Nazioni Unite il paradosso di questo anniversario risiede nel fatto che un cessate il fuoco è in vigore da quasi un anno. L'accordo raggiunto il 10 ottobre 2025, su impulso del presidente americano Donald Trump, afferma l'ONU, ha posto fine ai combattimenti più intensi e, al termine della sua prima fase, ha consentito il rilascio degli ultimi ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi, ma la pace promessa non si è concretizzata.
«Gli attacchi israeliani continuano: almeno 1'358 palestinesi sono stati uccisi nell'enclave dall'entrata in vigore del cessate il fuoco. La ricostruzione, nel frattempo, è appena iniziata. Più di un milione di persone vive ancora in precari campi profughi, mentre le famiglie tornano negli edifici danneggiati rischiando di vederli crollare».
La seconda fase del piano americano, insiste l'ONU, avrebbe dovuto prevedere il disarmo di Hamas, il graduale ritiro delle forze israeliane, una nuova governance palestinese e la ricostruzione di Gaza. «A quasi un anno dall'accordo, questi progetti rimangono in gran parte fermi».
Secondo Guterres, a tre anni dal 7 ottobre il compito urgente non è più solo quello di fermare una guerra che ha già devastato Gaza e scosso Israele, ma di impedire che un cessate il fuoco senza una soluzione politica si trasformi in un'altra forma di conflitto permanente.
06.10.2026 07:25
Houthi: «Abbiamo colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria Aramco»
Gli Houthi hanno affermato ieri a tarda sera di aver colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria del colosso energetico saudita Aramco, oltre a diversi siti nel sud del Regno.
Gli attacchi, condotti soprattutto con droni, missili balistici e da crociera, «hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad», ha dichiarato il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, aggiungendo che sono stati colpiti anche «la raffineria di Aramco a Rabgh» e siti militari e aeroporti nel sud del paese.
Diversi aerei hanno ricevuto un nuovo avviso di non atterrare all'aeroporto di Riad, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim sul suo profilo Telegram
Da parte sua la coalizione a guida saudita in Yemen ha dichiarato di aver colpito «obiettivi militari» appartenenti agli Houthi a Hodeidah, sulla costa del Mar Rosso.
Il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, ha comunicato su X che le forze navali hanno «distrutto depositi di armi, strutture per lo stoccaggio di imbarcazioni cariche di esplosivo e mine navali» e hanno «sventato un attacco pianificato» contro le rotte marittime nel Mar Rosso meridionale.
Le forze armate yemenite hanno riferito ieri sera di aver effettuato oltre 1'000 attacchi e di aver avviato un'offensiva contro la capitale Sana'a, in mano agli Houthi.
06.10.2026 06:30
Il punto alle 6.00
Gli aggiornamenti della notte e delle ultime ore
Diversi aerei hanno ricevuto un nuovo avviso di non atterrare all'aeroporto di Riad, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim sul suo profilo Telegram. Sarebbero state pubblicate immagini dall'interno di uno degli aerei che ha ricevuto l'avviso di non atterrare all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad.
Nel frattempo, le forze militari israeliane hanno effettuato un'incursione nel campo profughi di Balata, a est di Nablus, in Cisgiordania, e hanno arrestato un giovane dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione, stando a quanto riporta l'agenzia Tasnim sul suo profilo Telegram. Il campo di Balata è il più grande della Cidgiordania e si trova alla periferia di Nablus.

