Il punto della situazione
Colpita un'altra base in Crimea
Keystone-ats
16.08.2022 21:51

A una settimana dall'attacco che ha distrutto una decina di aerei russi in una base militare, l'Ucraina mette a segno un altro colpo in Crimea. Nel frattempo Putin si scaglia contro gli USA e l'Occidente
L'Ucraina mette a segno un altro importante colpo in Crimea, a una
settimana dall'attacco che aveva distrutto una decina di aerei russi in una
base militare. Questa volta è stato preso di mira un deposito di armi nel nord
della penisola annessa da Mosca, provocando diverse esplosioni, in quello che i
russi hanno definito un "sabotaggio".
Putin si scaglia contro gli USA
Un pessimo segnale per Vladimir Putin, che considera la Crimea una
terra sacra: lo zar è tornato a scagliarsi contro gli Stati Uniti, principali
sponsor di Kiev, accusandoli di volere una guerra lunga e di utilizzare gli
ucraini "come carne da cannone". Il presidente russo ha criticato
anche il massiccio invio di armi moderne a Kiev. Washington e l'Occidente, ha
denunciato, "hanno bisogno di guerra e di alimentare controversie per
mantenere la loro egemonia mondiale", tenendo "Paesi e popoli nella
morsa dell'ordine neocoloniale". In Ucraina, ma anche in "Asia,
Africa e America Latina", ha aggiunto Putin, citando il sostegno americano
a Taiwan in funzione anti-cinese.
Zelensky incontrerà Erdogan e Guterres
Nel frattempo Volodymyr Zelensky ha ottenuto un successo anche sul
fronte diplomatico. Giovedì a Leopoli riceverà il leader turco Recep Tayyp
Erdogan ed il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres.
Il colpo in Crimea
Le esplosioni in Crimea si sono verificate in una base nel
distretto di Dzhankoi, nel nord della penisola, ha riferito il ministero della
Difesa di Mosca, spiegando che è scoppiato un incendio che ha fatto esplodere
un deposito di munizioni. Due civili feriti e gli abitanti di un villaggio
vicino costretti a fuggire, il bilancio. L'esercito in seguito ha parlato di
"atto di sabotaggio", affermando che sono state "danneggiate
anche numerose infrastrutture civili, tra cui una linea ad alta tensione, una
centrale elettrica, una linea ferroviaria e diverse case".
Kiev non rivendica ufficialmente l'attacco
Kiev neanche questa volta ha rivendicato ufficialmente l'attacco,
ma fonti di alto livello interpellate dal New York Times hanno fatto sapere che
si è trattato di un'operazione condotta da una "unità di élite ucraina che
operava dietro le linee nemiche". Il governo non ha comunque nascosto la
sua soddisfazione, a partire dal consigliere di Zelensky, Mikhailo Podolyak,
secondo cui si tratta dell'inizio della "demilitarizzazione" della
Crimea. L'attacco alla base di Dzhankoi segue di pochi giorni quello ancora più
spettacolare alla base di Saki, che ha provocato danni molto più ingenti
all'arsenale russo.
Pressione da nord
La risposta di Mosca non si è fatta attendere, con una rinnovata
pressione sul nord dell'Ucraina: le autorità locali hanno riferito di raid
sulla regione di Zhytomyr che sarebbero stati lanciati dal territorio
bielorusso.
La situazione rimane tesa a Zaporizhzhia
La situazione del conflitto sul fronte sud resta incandescente intorno
alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove Mosca e Kiev da giorni si
scambiano accuse per una serie di raid che hanno sfiorato l'impianto. Della
questione hanno discusso Emmanuel Macron e Volodymyr Zelensky, ed il presidente
francese ha chiesto ai russi di abbandonare l'area che controllano da marzo.
Mentre gli ucraini hanno avvertito che in caso di emergenza si dovrebbe
organizzare una maxi-evacuazione di almeno 400mila persone. Mosca, dal canto
suo, ha ribadito la sua disponibilità a consentire un'ispezione dell'Aiea, ma
alle sue condizioni: la missione non deve passare dalla capitale ucraina perché
sarebbe "troppo pericoloso".
Partite 15 navi cariche di cereali
Va decisamente meglio invece sul fronte del grano. L'intesa tra le
parti continua a reggere e finora oltre 15 navi cariche di cereali hanno
lasciato i porti ucraini. Inclusa la prima diretta in Africa. Ed è probabile
che il dossier grano sia tra quelli in agenda nel trilaterale di giovedì in
Ucraina tra Zelensky, Erdogan e Guterres. Il segretario generale dell'Onu, dopo
Leopoli, visiterà il porto di Odessa.

