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Cassis: «Vogliamo dare un contributo per rimettere in moto i colloqui di pace»
Ats, Red. Online
13.09.2026 07:06

Foto: ©PETER KLAUNZER
Dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva indicato la Confederazione come possibile luogo per negoziati con gli Stati Uniti e la Russia, Berna spera in colloqui a Ginevra – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
13.09.2026 21:53
Raid russo vicino alla Polonia: «Nel mirino un treno per Varsavia»
«I barbari russi sono già alle vostre porte». È l'allarme lanciato ai Paesi della Ue e della Nato dal ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, mentre le autorità di Kiev hanno denunciato un attacco di droni delle forze di Mosca su una stazione di servizio e su un treno a Yahodyn, nell'ovest dell'Ucraina, a meno di due di chilometri dal confine con la Polonia.
La compagnia ferroviaria polacca Pkp Intercity ha affermato che il convoglio, con 206 passeggeri a bordo, era in servizio sulla tratta Kiev-Varsavia: nessuno risulta ferito. Il ministero della Difesa di Mosca, invece, afferma che sono state colpite «infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di materiali militari provenienti dai Paesi europei».
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato i russi di avere «deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio» nella regione di confine della Volinia. Poco prima nella stessa stazione era transitato anche il treno su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Regno Unito, Germania e Francia, di ritorno dalla 22ma edizione della Conferenza della Yes (Yalta European Strategy Annual Meetings) a Kiev, mentre su un terzo convoglio si trovava anche l'ex direttore della Cia David Petraeus. Il convoglio dei consiglieri - tra cui Fabrizio Saggio, oltre che gli ex premier britannico Boris Johnson e svedese Carl Bildt - è stato costretto a fermarsi per motivi di sicurezza, prima di riprendere il viaggio verso il territorio polacco, hanno spiegato fonti italiane.
Secondo le Ferrovie ucraine, «è molto probabile che il bersaglio di questo drone russo potesse essere anche il treno diplomatico, partito dalla stazione in anticipo rispetto al previsto nell'ambito della revisione in tempo reale degli orari ferroviari, resa necessaria dalla costante minaccia di attacchi russi», ha dichiarato la compagnia ferroviaria. Sempre nelle ultime ore, la Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare i caccia dalla base di Siauliai per un presunto allarme droni. Poi si è scoperto che si trattava di uno stormo di uccelli, ma è il segno di un'allerta ormai continua.
«Agite subito, scagliate tutto il peso delle vostre sanzioni contro il regime aggressivo di Putin», ha chiesto ai Paesi occidentali il ministro ucraino Sybiha. Mentre da Varsavia il premier Donald Tusk ha parlato di una «escalation» che «nelle prossime settimane e mesi» potrebbe coinvolgere anche il territorio polacco. Ma questi allarmi coincidono con segnali provenienti sia da Kiev sia da Mosca secondo i quali le trattative dirette con la mediazione degli USA potrebbero riprendere già in ottobre. E con nuovi commenti di uno dei mediatori americani, Jared Kushner, che sembra fare pressione sull'Ucraina perché si convinca a cedere territori.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto che durante il vertice dei Paesi Brics appena conclusosi a New Delhi, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping «hanno offerto attivamente i propri buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione» alla guerra. Ma quella a cui tutti guardano in questo momento è la mediazione americana. «Ottobre è sicuramente una possibilità», ha sottolineato Peskov in merito ai tempi per la ripresa dei colloqui tra Kiev, Mosca e Washington. Della stessa idea si è detto Kyrylo Budanov, capo di gabinetto di Zelensky, secondo il quale si dovrebbe discutere inizialmente di misure pratiche e graduali de-escalation, a partire dal Mar Nero.
Quanto alla sede dei negoziati, Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, ha ipotizzato la Turchia o, preferibilmente per la Russia, gli Emirati arabi uniti. Jared Kushner, il genero e inviato di Donald Trump che la settimana scorsa ha avuto colloqui a Mosca e a Kiev insieme a Steve Witkoff, ha fatto capire che nei negoziati si dovrà tenere conto della situazione sul campo di battaglia, che vede i russi controllare gran parte del Donbass e buona parte delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia. «Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo», ha dichiarato Kushner intervenendo in videoconferenza all'incontro della Yes a Kiev. Le parole di Kushner, ha detto Ushakov, «sembrano confermare» che ora gli USA «comprendono meglio» il punto di vista russo. E intanto Trump ha sollecitato Zelensky a «smetterla di colpire le infrastrutture per il carburante diesel» in Russia, affermando che questo - e non il conflitto in Medio Oriente - «sta causando una carenza di carburante» sui mercati mondiali e quindi incide sull'aumento dei prezzi anche negli USA.
Intanto la direzione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, situata nell' omonima regione ucraina ma controllata e gestita dai russi, ha accusato le forze di Kiev di avere attaccato per ben dieci volte con i droni, nella notte tra sabato e domenica, la struttura dell'impianto dove si svolgono le attività di addestramento del personale. «Secondo le prime informazioni non ci sono vittime e i danni sono in fase di verifica», ha aggiunto la direzione, sottolineando che le radiazioni sono nella norma, ma affermando che si è trattato di «attacchi ad un elemento degli apparati di sicurezza» della centrale.
13.09.2026 20:17
Anche Boris Johnson alla stazione ucraina prima del raid russo
Diverse personalità occidentali, tra cui l'ex primo ministro britannico Boris Johnson e l'ex direttore della CIA David Petraeus, si trovavano in una stazione dell'Ucraina occidentale «poco prima» che la Russia colpisse un treno nella zona; lo ha reso noto oggi l'operatore ferroviario ucraino.
«Poco prima che la locomotiva venisse colpita al confine tra Ucraina e Polonia, un treno diplomatico si trovava nella stazione di Yagodyn», ha affermato Ukrzaliznytsia in un comunicato. «A bordo vi erano, tra gli altri, consulenti per la sicurezza di diversi Stati membri dell'UE ed ex leader europei, tra cui l'ex primo ministro britannico Boris Johnson. Mentre su un altro treno, sempre presente alla stazione di Yagodyn proprio nel momento dell'attacco, si trovava l'ex direttore della Cia David Petraeus», ha aggiunto la società dei trasporti ucraini.
Il treno con a bordo i diplomatici europei, che viaggiava dall'Ucraina verso la Polonia, era partito appena prima di quello colpito da un drone russo al confine polacco, ed è stato fermato ma non evacuato, spiegano invece fonti italiane interpellate al riguardo. C'è stato un iniziale allarme evacuazione ma i passeggeri, compresi i consiglieri Nsa, hanno potuto rimanere bordo e il convoglio è ripartito una volta cessato l'allarme droni.
Le immagini dell'attacco sono state rilanciate su X da Carl Bildt, ex primo ministro svedese e co-presidente dell'European Council on Foreign relations, a bordo con gli altri diplomatici. «Non era il nostro treno, ma quello che partiva solo pochi minuti dopo di noi al valico di frontiera polacco», ha spiegato aggiungendo che il convoglio colpito è stato evacuato mentre il drone russo si avvicinava e nessuno è rimasto ferito. «Ottimo sistema di sicurezza - ha sottolineato -. Il nostro treno ha ricevuto solo un avviso di evacuazione ma ha potuto proseguire verso Dorohusk. Gli attacchi russi contro l'Ucraina si stanno intensificando».
13.09.2026 18:21
Evacuato il treno su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza europei
L'attacco con droni russi al valico di frontiera tra Ucraina e Polonia ha costretto all'evacuazione il treno su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Regno Unito, Germania e Francia, di ritorno dalla 22.esima edizione della Conferenza della Yes (Yalta European Strategy Annual Meetings) a Kiev.
Lo scrive Der Spiegel, precisando che nessuno è rimasto ferito. La misura è stata presa dopo che poco prima un altro treno era stato colpito da un drone sulla stessa linea ferroviaria.
13.09.2026 17:24
Attacco al confine ucraino, Varsavia denuncia l'escalation russa
Gli attacchi dei droni russi vicino al confine polacco, incluso quello contro un treno diretto a Varsavia, rappresentano un'escalation nella guerra da parte di Mosca. Lo afferma da Kiev il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, chiedendo di raddoppiare il sostegno all'Ucraina.
«Questa è un'escalation, questa è un'altra grande sfida per l'Ucraina e per le ipotetiche future vittime dell'aggressione russa e questo significa che dovremmo raddoppiare i nostri sforzi per sostenere le vittime dell'aggressione», ha detto Sikorski in una conferenza stampa.
13.09.2026 16:00
Trump: «Zelensky smetta di colpire le raffinerie russe»
Donald Trump sollecita il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a fermare «gli attacchi» contro le raffinerie russe. È quanto ha detto il tycoon parlando con media al suo golf club di Doonbeg, in Irlanda. I raid ucraini impattano sulle forniture globali del greggio russo, facendo aumentare i prezzi.
Zelensky «deve fare una cosa. Deve smetterla di colpire le infrastrutture per il carburante diesel: lasciatelo pure attaccare altri obiettivi, ma non quelli legati al diesel, perché sta causando una carenza di carburante», ha detto Trump, riprendendo una lettura già esposta nei giorni scorsi dal segretario al Tesoro Scott Bessent sull'aumento dei prezzi dei carburanti negli USA.
«La situazione non dipende dal Medio Oriente, ma da ciò che sta accadendo tra Russia e Ucraina. Ne abbiamo parlato con Zelensky. Ci sono molti altri obiettivi. Non colpite il diesel», ha proseguito.
13.09.2026 15:59
Mosca: «Colpite ferrovie che trasportano merci militari dall'Europa»
Nei bombardamenti russi sull'ovest dell'Ucraina sono state colpite «infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei».
È quanto afferma il ministero della Difesa di Mosca, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che i russi hanno «deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio in un attacco con droni» vicino al confine con la Polonia. I russi aggiungono di avere bombardato anche centri logistici e siti energetici nel sud dell'Ucraina, in particolare nella regione di Odessa.
13.09.2026 15:14
Dieci raid ucraini da ieri sera sulla centrale di Zaporizhzhia
Le forze ucraine hanno bombardato per dieci volte con droni a partire da ieri sera la struttura della centrale nucleare di Zaporizhzhia dove si svolgono le attività di addestramento del personale.
Lo afferma la direzione dell'impianto, che è in territorio ucraino ma è gestito dall'ente russo Rosatom.
«Secondo le prime informazioni non ci sono vittime e i danni sono in fase di verifica», aggiunte la direzione, citata dalle agenzie russe, sottolineando che le radiazioni sono nella norma, ma affermando che si è trattato di «attacchi ad un elemento degli apparati di sicurezza» della centrale.
«Il centro addestramento è utilizzato per preparare il personale e svolgere esercitazioni di risposta a situazioni anormali e di emergenza, e per un impianto nucleare questo è parte del sistema di sicurezza», scrive in una nota la direzione della centrale.
La centrale nucleare di Zaporizhzhia, nella parte del territorio dell'omonima provincia controllato dai russi, è la più grande d'Europa con i suoi sei reattori VVER-1000, che hanno smesso di produrre energia dal settembre del 2022 e attualmente sono in stato di arresto a freddo.
13.09.2026 14:38
Rientra allarme in Lituania: era uno stormo di uccelli
La Lituania ha reso noto che il presunto avvistamento di un drone nel proprio spazio aereo, che aveva indotto a chiudere lo scalo di Vilnius e la Nato a mobilitare almeno un caccia, si è rivelato essere uno stormo di uccelli.
Lo scrive Reuters sul sito. L'allarme aereo è rientrato e l'aeroporto è stato riaperto nel giro di 38 minuti, dopo che il caccia della Nato ha effettuato un'identificazione visiva, ha comunicato il Centro nazionale lituano per la gestione delle crisi. «Nelle rilevazioni radar iniziali le tracce lasciate da uccelli e droni possono risultare simili», ha aggiunto l'ente. L'episodio denota il livello di tensione.
13.09.2026 14:24
Ferrovie ucraine: «Attacco sistematico ai nostri treni»
In Ucraina al momento i treni subiscono ritardi a causa degli attacchi russi e della minaccia di nuovi attentati, scrive Ukrinform citando un post delle ferrovie ucraine Jsc Ukrzaliznytsia (Uz) su Telegram.
«L'attacco sistematico alla ferrovia continua in tutto il Paese, il nostro centro di monitoraggio e tutto il personale sono in stato di massima allerta», scrive Uz, precisando per gli utenti che i ritardi dei treni dovuti a evacuazioni e deviazioni possono essere monitorati tramite il portale uz-vezemo.
Dopo l'episodio che ha coinvolto il convoglio a Yahodyn, i treni per Varsavia e ritorno sono nuovamente attivi ma viaggiano con notevoli ritardi. In direzione Dnipro, i convogli continuano a circolare su un percorso alternativo ma permangono ritardi per tutti quelli diretti a Zaporizhzhia, Kryvyi Rih e Dnipro.
13.09.2026 14:02
Zelensky: «Deliberato attacco russo a un treno al confine con la Polonia»
«Tutte le squadre di emergenza sono al lavoro vicino al confine polacco-ucraino, nella regione di Volinia, dove i russi hanno deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio in un attacco con droni».
Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
«La scorsa notte e questa mattina sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Odessa è stata attaccata con missili e droni. In molte regioni occidentali sono in corso interventi di ripristino a seguito dei raid notturni».
13.09.2026 14:02
La Lituania chiude lo scalo di Vilnius per possibili droni
La Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare i caccia in risposta al possibile avvistamento di droni nello spazio aereo lituano a Vilnius e nell'area circostante, nonché nelle regioni di Trakai ed Elektrenai.
Lo ha reso noto il Centro nazionale per la gestione delle crisi, scrivono i media lituani. I caccia sono partiti dalla base di Siauliai, nel nord della Lituania. L'emittente pubblica nazionale lituana afferma che è stato diramato un allarme giallo.
13.09.2026 11:54
Il Cremlino non esclude colloqui con USA e Ucraina in ottobre
La Russia non esclude di tenere colloqui trilaterali sull'Ucraina in ottobre. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, scrive l'agenzia Tass.
«Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità. Non può essere escluso», ha detto quando gli è stato chiesto se i colloqui potrebbero svolgersi quel mese.
Del nuovo ciclo di negoziati trilaterali che coinvolga Ucraina, Usa e Russia ha parlato oggi anche Kyrylo Budanov, capo di gabinetto del presidente Vladimir Zelensky, a margine del forum annuale Yalta European Strategy a Kiev, riferiscono i media ucraini.
A seguito delle consultazioni con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, Budanov ha sottolineato che la partecipazione diretta di Stati Uniti ed Europa resta indispensabile per stabilire un quadro di sicurezza europeo duraturo. La dichiarazione giunge sulla scia di una rinnovata iniziativa diplomatica Usa volta a riavviare i negoziati.
Secondo Budanov, scrive il Kiev Post, un accordo iniziale si incentrerebbe su misure pratiche e graduali di de-escalation, anziché su un immediato accordo politico complessivo.
«La questione principale sarà il transito marittimo del Mar Nero, riducendo il volume degli attacchi contro obiettivi civili, infrastrutture critiche e priorità simili», ha affermato Budanov. «Tutti si sono scambiati opinioni su questo argomento. I russi ne sono ben consapevoli e stanno anche valutando come gestire la situazione. Stiamo aspettando.»
Dal canto suo, prima di lasciare New Delhi, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato: «Vorrei sottolineare che i Brics rappresentano attualmente una potente forza motrice per il rafforzamento delle relazioni internazionali e di un autentico multilateralismo, e partecipano attivamente alla definizione di un nuovo ordine mondiale, più equo e multipolare». Lo riferisce la Tass.
13.09.2026 11:13
Kiev: «Colpita una stazione di servizio al confine Ucraina-Polonia»
Una stazione di servizio a Yahodyn, vicino al confine tra Ucraina e Polonia, è stata colpita durante un massiccio attacco di droni contro l'Ucraina provocando un vasto incendio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell'Ucraina, Andriy Sybiha, su X mentre NextaTv pubblica le immagini precisando che nei pressi del valico di frontiera sono in fiamme una stazione di servizio e alcuni camion.
«Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell'Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner», scrive Sibiha.
In questo contesto, il diplomatico ha nuovamente esortato il mondo a non indugiare e a fermare la Russia prima che sia troppo tardi.
«Agite subito: scagliate tutto il peso delle vostre sanzioni contro il regime aggressivo di Putin. Fate in modo che Mosca ne paghi le conseguenze. Non mezze misure, ma passi decisi e intransigenti. Embargo commerciale totale. Divieti d'ingresso assoluti. Sanzioni complete contro il complesso militare-industriale», scrive il ministro su X. «Putin deve capire che la sua barbarie incontrerà una risposta ferma, capace di rendere il costo della guerra inaccettabile per lui. È l'unico modo per fermarlo», conclude.
Stando ai media ucraina, droni russi hanno attaccato anche un valico di frontiera tra Ucraina e Polonia colpendo un treno passeggeri a soli due chilometri dal confine, nella regione di Volinia.
L'ente ferroviario statale ucraino ha confermato che un attacco ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto a Varsavia. Il personale di bordo era stato preventivamente avvisato della minaccia dalle autorità ucraine e non si registrano feriti, ha aggiunto l'azienda. Kiev gestisce diversi valichi di frontiera con Varsavia, attraverso i quali transita una parte significativa degli aiuti militari e umanitari provenienti dagli alleati.
13.09.2026 11:08
Mosca, Turchia ed Emirati offrono di ospitare un nuovo incontro
La Turchia e altri Paesi, tra cui gli Emirati Arabi, si sono offerti di ospitare un nuovo incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina e non è ancora noto chi ospiterà la delegazione russa: lo ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, riferisce Interfax.
«Abu Dhabi è stata presa in considerazione come opzione. Ne abbiamo altre: la parte turca offre la propria disponibilità, così come altri Paesi», ha detto Ushakov a Channel One ripreso da Interfax. Rispondendo a una domanda su quale sede la Russia preferirebbe, ha affermato: «Abu Dhabi è un luogo piuttosto adatto per i colloqui».
Allo stesso tempo, non è ancora noto chi guiderà la delegazione russa. «Non lo so ancora. Sarà il presidente a deciderlo», ha precisato Ushakov.
13.09.2026 09:38
Modi e Xi si sono offerti di contribuire a porre fine alla guerra
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sostiene che il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping «hanno offerto attivamente i propri buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione» alla guerra in Ucraina.
E «Putin ha accolto con favore la loro disponibilità a collaborare». Lo riporta la Tass.
Anche gli inviati statunitensi hanno compreso meglio la posizione della Russia in seguito al colloquio con il presidente Vladimir Putin: lo ha dichiarato al quotidiano Izvestia Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, ripreso dalla Tass.
«Naturalmente ora la comprendono meglio, dato che hanno trascorso diverse ore a parlare con il nostro presidente», ha affermato Ushakov. «Speriamo che colgano il nostro punto di vista. Il genero del presidente USA Donald Trump, l'imprenditore Jared Kushner, è sembrato confermare che sia così», ha aggiunto il consigliere.
Intanto, la Russia sta adottando misure per garantire la sicurezza della regione di Kaliningrad, ha dichiarato Peskov, al quotidiano Izvestia, commentando le richieste della Polonia di intensificare le esercitazioni della Nato vicino al confine con la regione.
«È evidente che la NATO sta pianificando e conducendo attività militari in quell'area; pertanto, stiamo adottando le misure opportune per garantire la sicurezza di questa regione russa di vitale importanza», ha affermato Peskov.
13.09.2026 09:13
Cassis: «Vogliamo dare un contributo per rimettere in moto i colloqui di pace»
Il consigliere per la sicurezza Gabriel Lüchinger si è recato in agosto a Kiev e Mosca per colloqui. «Vogliamo dare un contributo per rimettere in moto i colloqui di pace», ha dichiarato il ministro degli Esteri Ignazio Cassis in un'intervista al «SonntagsBlick».
Lui stesso si era recato a Kiev e Mosca in febbraio, nella sua funzione di presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Successivamente, la Svizzera aveva sostenuto gli americani in una mediazione tra Russia e Ucraina a Ginevra. Entrambi i Paesi sono stanchi dopo quattro anni e mezzo di guerra e cercano delle vie d'uscita, seppur a condizioni diverse.
Cassis non si è espresso sui risultati concreti dell'ultimo viaggio di Lüchinger. «La diplomazia è come perforare tavole spesse. I risultati concreti sono i prossimi passi, che sono segreti», ha dichiarato il consigliere federale. La Svizzera continua a lavorare per una svolta diplomatica.
Dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva indicato la Confederazione come possibile luogo per negoziati con gli Stati Uniti e la Russia, Berna spera in colloqui a Ginevra. Tuttavia, non esiste ancora una decisione del Consiglio federale su una possibile conferenza di pace in Svizzera. «Non è ancora stato deciso nulla, continuiamo a lavorare con perseveranza dietro le quinte - e tutto può cambiare», ha dichiarato Cassis.
Il ministro degli Esteri elvetico ha inoltre richiesto un incontro con il suo omologo russo Serghiei Lavrov a margine del suo prossimo viaggio a New York. Alla fine dell'anno si terrà inoltre la conferenza ministeriale dell'OSCE a Lugano. «Il ministro degli Esteri russo e quello americano dovrebbero venire. Questo offre opportunità di scambio e forse anche di più», ha dichiarato Cassis.
13.09.2026 08:36
Droni ucraini attaccano raffinerie petrolifere nel Tatarstan
Nella notte droni hanno colpito la zona industriale della città di Nizhnekamsk, nella repubblica russa del Tatarstan, dove si concentrano grandi raffinerie petrolifere russe. Lo riferisce il media indipendente russo «Astra» citato da Ukrainian Pravda.
Secondo i residenti locali, di notte sono stati uditi dei droni sorvolare la città e subito dopo una serie di esplosioni.
Testimoni oculari hanno inoltre riferito dell'impiego di sistemi di difesa aerea russi nell'area del distretto industriale.
La città di Nizhnyokamsk si trova a più di 1'200 chilometri dal confine con l'Ucraina.
Dal canto suo, nella notte, la regione di Khmelnytskyi (Ucraina occidentale) è stata attaccata da droni russi. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, citando il capo dell'amministrazione regionale di Khmelnytskyi, Sergei Tyurin.
Un incendio è scoppiato nei locali di un'attività commerciale a causa dei detriti di un drone nemico abbattuto. Le forze di difesa aerea sono in stato di allerta. Tyurin ha esortato i residenti a rimanere in zone sicure.
Intanto, l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, intervenuto in videoconferenza all'incontro «Yalta European Strategy» tenutosi a Kiev, ha dichiarato che Washington ha già preparato la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo Kushner, genero del presidente Donald Trump, l'ostacolo principale rimane la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Putin. Lo riferisce Ukrainian Pravda.
«Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo» ha detto Kushner. Allo stesso tempo, lo stesso Kushner ha sottolineato che il compito dei mediatori è quello di trovare una soluzione che permetta di congelare il conflitto. A suo avviso, la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Sia Kiev che Mosca si stanno adoperando per porre fine alla guerra, ma ora è necessario trovare la «formula giusta» che soddisfi tutte le parti coinvolte.
13.09.2026 07:05
Kushner: accordo vicino se Kiev accettasse di cedere i territori chiesti da Putin
L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, intervenuto in videoconferenza all'incontro Yalta European Strategy tenutosi a Kiev, ha dichiarato che Washington ha già preparato la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo Kushner, genero del presidente Donald Trump, l'ostacolo principale rimane la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Putin. Lo riferisce Ukrainian Pravda.
«Se l'Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un accordo» ha detto Kushner. Allo stesso tempo, lo stesso Kushner ha sottolineato che il compito dei mediatori è quello di trovare una soluzione che permetta di congelare il conflitto. A suo avviso, la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Sia Kiev che Mosca si stanno adoperando per porre fine alla guerra, ma ora è necessario trovare la «formula giusta» che soddisfi tutte le parti coinvolte.
13.09.2026 07:04
Il punto alle 7
Nella notte la regione di Khmelnytskyi (Ucraina occidentale) è stata attaccata da droni russi. Lo riferisce l'agenzia ucraina RBC, citando il capo dell'amministrazione regionale di Khmelnytskyi, Sergei Tyurin. Un incendio è scoppiato nei locali di un'attività commerciale a causa dei detriti di un drone nemico abbattuto.
Le forze di difesa aerea sono in stato di allerta. Tyurin ha esortato i residenti a rimanere in zone sicure.

